In the Eyes of the Whale<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Open style

Michelangelo Scandroglio

In the Eyes of the Whale

2020 - Auand
25/04/2020 - di
Senese classe 1996, bassista e compositore, Michelangelo Scandroglio si presenta come una delle più promettenti realtà del jazz italiano; questo suo esordio mette in circolo quella linfa fresca e densa di forza vitale che é logico attendersi da una nuova generazione.

Michelangelo sa scegliersi molto bene i compagni di avventura e compone un quartetto base che include Alessandro Lanzoni (piano), Hermon Mehari (tromba) e Bernardo Guerra (batteria); a questi aggiunge degli ospiti speciali di decisa levatura quali Michele Tino (sax alto), Peter Wilson (chitarra) e nientemeno che  Logan Richardson (sax alto), riconosciuto leader tra le nuove leve d`oltreoceano.

Tutti i componenti sono di solidissima preparazione tecnica e teorica, vengono già da esperienze significative e giocano il vantaggio della gioventù; risulta pertanto immediato apprezzare la solidità dei fondamenti su cui basano la propria arte unita allo slancio verso un`espressione che guarda avanti istintivamente, quasi biologicamente prima ancora che progettualmente.

Gli ingredienti che fanno parte della ricerca vanno dal post - bop ad una certa fusion tutt`altro che dolciastra, dal rock anni `90 in avanti a lacerti di pop orchestrale, da spunti "colti" a ostinati minimalismi. Il tutto miscelato in un insieme organico e non attraverso citazioni differenziate,  rendendo evidente la ricchezza non appiccicosa della proposta.

Questa assoluta compenetrazione delle parti é vera, oltre che per i riferimenti di stile, anche per l`organizzazione dell`ensemble. Qui un plauso speciale va a Michelangelo che dimostra una maturità nel ruolo di regista quasi da direttore d`orchestra. Evidenziando che anche le composizioni sono tutte frutto della sua penna e ricordando il suo essere bassista il pensiero va, con tutte le proporzioni del caso ovviamente, a concezioni come quelle di Mingus.
Il basso raramente assume un ruolo solista ma nemmeno si limita a sostenere; ascoltandone attentamente i pattern e i cambi si ha nettamente l`impressione che sia l`ingranaggio di base, l`albero a camme che sincronizza e controlla il meccanismo.

Peraltro i compagni di avventura paiono rispondere benissimo agli stimoli che reciprocamente sviluppano dando luogo a strutture chiare e flessibili, sovente generate da un`idea melodica base semplice ma sviluppata orizzontalmente in modo fluido, spontaneo, fresco. La title track per esempio propone un incipit del piano arpeggiato, ricordando certi passaggi alla Keith Jarrett, con un tema basato su poche note che permette al brano di prendere poi il volo. Il successivo intervento del sax con slancio bop alternato a frasi punteggiate genera poi un bell`effetto di "va e vieni". 

Il drumming, sovente in uptempo rispetto ai solisti, garantisce un substrato ribollente che si avvicina ad un linguaggio fusion, confermato anche dai fraseggi su scale della chitarra che riesce sempre ad evitare autocompiacimenti controllando con intelligenza le durate ( si ascolti a tale riguardo Noah).

Apprezzabile inoltre é il ventaglio degli spunti che si spingono anche a momenti classici, come l`incipit da notturno in Disappearing seguito con coerenza poi dai solisti in uno schema polifonico, o a richiami da stoner rock come nella sezione A del brano conclusivo. Quest`ultimo pezzo é da sottolinearsi per l`energia, l`efficace uso degli unisoni ritmici e l`ordito degli interventi del sax che lavora in rubato rispetto al beat; se poi si considera la decisa sterzata verso la ballata nella sezione B e la semplicità armonica di base (il tutto praticamente su di un solo accordo) probabilmente potrebbe essere scelto, unitamente alla title track, come manifesto di questo lavoro che, ad avviso di chi scrive, rappresenta uno degli esordi più felici ascoltati in questi primi mesi. 

I complimenti sono d`obbligo anche per la discografica Auand che conferma la sua capacità di selezionare e proporre talenti originali mantenendo ad ottimo livello il suo ormai ricco catalogo.

Assolutamente consigliato a tutti e, per i cultori, un "must".

Track List

  • Noah
  • In the Eyes of the Whale
  • Bernard War
  • Disappearing Part I
  • Disappearing Part II
  • I Kill Giants
  • When the Glimpses Are True