Avenue of ten cent hearts<small></small>
− Rock, Americana

Michael Ubaldini

Avenue of ten cent hearts

2005 - BLACKWATER RECORDS
24/05/2005 - di
Michael Ubaldini è uno che si butta anima e cuore nel rock’n’roll. Già lo hanno presentato alcune testate specializzate, ma lo ribadiamo anche noi, perché questo “ragazzo”, pur non proponendo nulla di originale a livello di suono, fa un rock intriso di una fede e di una convinzione che non sono più tanto comuni.
Questo suo disco, autoprodotto e indipendente, si presenta subito come un album onesto, che vuol catturare l’ascoltatore con la passione che trasuda da ogni pezzo: basta il titolo agli aficionados dell’american music per intuire i temi e gli ambienti delle canzoni e, se non bastasse, un altro suggerimento viene dal sito dell’artista www.rocknroll.poet.com e dal suo cognome che tradisce qualche origine italiana.
Cuori spezzati, strade, destini ingrati e tanta voglia di non mollare mai fanno quindi coppia con rock’n’roll, rhythm’n’blues, soul e country: è il solito copione del rock americano, ma lo si segue volentieri perché Ubaldini ha abbastanza tiro e canzoni per proporlo ancora una volta.
“I’m a sucker 4 you” serve solo per spostare lo sguardo all’indietro di almeno mezzo secolo con un ritmo vagamente ragtime sfiorato dal piano e dalla tromba, tanto per far capire che tutto parte almeno dagli anni ’50, se non prima.
Il disco vero e proprio comincia con la title-track, un pezzo in cui le chitarre risuonano orgogliose, i fiati vanno a riempire un suono che sa tanto di New Jersey ai tempi di Asbury Park e la voce gonfia le vene della gola: è una formula che Ubaldini adotterà più d’una volta nel corso dell’album senza però limitarsi solo a questa.
Oltre a Springsteen, i rimandi vanno a The Band e Creedence Clearwater Revival e, se non fossimo nel 2005 e il termine non suonasse un po’ stantio, potremmo dire che Ubaldini ha un approccio blue-collar per l’umiltà e la convinzione con cui interpreta le sue canzoni: basti sentire il drive e la genuinità di “Bar band dues”.
Come un vero rocker Ubaldini se la cava bene con i pezzi tirati come con le ballate: tra i primi le cose più interessanti sono “Hard luck town”, con i giri di basso a variare il boogie, e “Stone cold heart”, con un battere acustico che innalza il roots, mentre sul versante più lento c’è un soul sottile, ben condotto dai fiati che rivelano un amore non certo secondario per la Stax music.
Tutto questo fa di “Avenue of ten cent hearts” un buon album che dispone dei crismi richiesti dal rock americano più classico, con quel tanto di fede e di partecipazione che basta a rendere la proposta credibile.
Esemplare a questo proposito è la conclusiva “The hills are on fire”, con la chitarra eletrrica impugnata con fierezza e la voce che si alza come una bandiera fino a sfociare in un finale in cui la batteria contribuisce a creare un’inedita tensione.
Con “Avenue of ten cent hearts” Michael Ubaldini non farà convertire nessuno, ma di sicuro ha la forza di uno che ci crede.

Track List

  • I’m a sucker 4 you|
  • Ave. Of 10 cent hearts|
  • Hardluck town|
  • Smoke’n’fire|
  • Waitin’ on a day (that never comes)|
  • All the gardens of summer|
  • River of time|
  • (Lifetime of) bar band dues|
  • Stone cold heart|
  • Old time radio|
  • One thousand roadblocks|
  • The words you speak|
  • The dashboard light|
  • Heart of this land
  • The hills are on fire