ÁLOMBAN ÉBREN - AWAKE IN A DREAM<small> [<strong>Lost & Found</strong>]</small>
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Meszecsinka

ÁLOMBAN ÉBREN - AWAKE IN A DREAM [Lost & Found]

2016 - NarRator Records
08/03/2018 - di
I Meszecsinka sono un gruppo ungherese con base a Budapest. Il loro nome, in bulgaro, significa Piccola Luna ed è anche il titolo di una delle canzoni popolari bulgare preferite da Annamaria voce del gruppo. I Meszecsinka cantano in sette lingue differenti e provengono da quattro paesi (Ungheria, Bulgaria, Croazia e Polonia). La formazione è composta da: Annamaria Oláh – voce, chitarra, cajon, ukulele, kalimba, Emil Biljarski – tastiere, chitarra, voce, Árpád Vajdovich – basso, voce, Dávid Krolokowski – percussioni, batteria, ukulele, voce. Sono attivi da qualche anno e il loro ultimo lavoro Álomban Ébren (Awake in a Dream)  è stato prodotto dalla chitarrista armeno-russa Karen Arutyunyan.

Il disco contiene sei tracce in cui si mescolano e si uniscono le diverse anime di questa band, frutto di un mix di lingue e culture differenti. Riuscire a combinare influenze differenti potrebbe risultare difficile ma, come ci spiega Annamaria (che, insieme a Emil, ha risposto a qualche nostra domanda), in realtà: avviene tutto molto naturalmente, abbiamo tante ispirazioni - le nostre radici, lUniverso, il suono della natura - e tutto viene fuori in maniera semplice. Succede perché noi ci capiamo luno con laltro. Creare musica è un lavoro astratto così arduo da spiegare a parole

Ho cominciato a sentire il loro lavoro senza preoccuparmi dei testi e, dopo aver reperito la traduzione, mi sono accorta che le sensazioni che ne avevo tratto solamente dall’ascolto trovavano nella lettura dei testi una conferma. Questo per dire come a volte la fusione tra musica e testi sia tale da far cogliere, all’ascoltatore ignaro, sensazioni esatte pur senza capirci una parola. Annamaria continua a spiegare che Due canzoni (Winds from high above e At Dawn) appartengono alla tradizione ungherese, mentre le altre sono originali dei Meszecsinka..

Fall winds from high above, si apre col suono di uno dei miei strumenti preferiti, ossia il duduk. L’atmosfera si fa rarefatta, poi tutto acquista colore. Una chitarra insegue la linea melodica tracciata all’inizio. La voce di Annamaria ci introduce in un mondo dove la magia della natura prende forma. Soffia su di noi, come il vento che cala dall’alto, polvere di musica. At Dawn che chiude il disco è un lungo brano di ben 15 minuti in cui si fondono tutti gli elementi delle varie tradizioni che questi musicisti trasportano come bagaglio culturale. E’ un incontro tra il cielo, il paradiso e l’alba che apre a un nuovo inizio.

Hard e Easy risalgono a un periodo duro vissuto nellultimo anno. Sono stata triste per un lungo periodo. Avevo pensieri negativi e oscuri, poi allimprovviso qualcosa dentro me mi ha sospinto fuori da quella situazione. Ho cominciato a pensare in maniera opposta.

In effetti in Hard il motivo principale ripetuto dalla voce di Annamaria si sviluppa e viene supportato dai tamburi di fondo su cui si innestano arpeggi vocali e strumentali, quasi a sottolineare la difficoltà di vivere.

Why dont you see me? e You riguardano le mie esperienze col sogno, e in particolare sognare a occhi aperti. Ho scritto i miei sentimenti che riguardavano quel qualcosa che mi ha sempre aiutato. You è lincontro di due anime sulle montagne della Bulgaria In Why dont you see me?, un bordone calibra tutto il pezzo. La voce di Annamaria diviene sensuale, dolce, cambia registro. La sensazione è quella di una ricerca di risposte che tardano ad arrivare, domande che si perdono nel suono che diviene quasi angosciante nella sua ripetizione. Ho chiesto loro come definirebbero la loro musica e ho avuto risposte interessanti.  Annamaria dice che per lei “è’ difficile. Quando qualcuno mi chiede che tipo di musica suoniamo, io rispondo sempre world music. Aggiungendo che non si tratta solo di world music, ma c’è un poco di psichedelia, di etno, acustica, astrazione...poi mi fermo e dico:devi ascoltarla. Stiamo ancora cercando la definizione perfetta”. Più semplicemente Emil dice “Noi non definiamo il nostro stile, i critici lo fanno. Scrivi quello che senti con la nostra musica, noi la suoniamo. Noi andiamo nel profondo delle nostre anime, questo è tutto”.

Da un lato viaggiare, da fruitore, nelle anime altrui col supporto della musica; dall’altro lato riuscire, da musicista, ad avvicinare altre anime a quel viaggio. Questa credo che sia lo scopo e la miglior definizione che qualsiasi musicista potrebbe fare della propria musica. E allora Buon Viaggio anche a voi!

Track List

  • Nehéz . Hard
  • Miért Nem Látsz? - Why don’t you see me?
  • Felülről Fúj - Fall winds from high above
  • Ti - You
  • Könnyű - Easy
  • Hajnalban - At Dawn