Race against destiny<small></small>
− Rock, Blues

Max Meazza

Race against destiny

2010 - Desolation Angels
24/02/2010 - di
Max Meazza è un artista milanese attivo ormai da più di trent’anni sulla scena del rock indipendente brandendo orgogliosamente il vessillo dell’ ´Americana´, ossia di quel genere d’oltre oceano che va dal country al blues, dal rock al soul in una proposta tipicamente USA. In questo lavoro Max riunisce musicisti di antico sodalizio e ripropone una bella carrellata su questo spettro di riferimenti con una verve che, in via sintetica, appare più rock rispetto al penultimo ´West Coast Hotel´. L’affermazione non deve tuttavia trarre in inganno dato che il CD propone spunti differenziati sia in termini autorali che di genere. Ci sono alcune cover importanti come ´Solid Air´ di John Martyn, eseguita in modalità più soul e senza quei toni psichedelici ed ipnotici tipici del grande inglese; le altre sono ´Down & Dirty´ dei Bad Company, realizzata con verve rock meno da arena e più alla Tom Petty senza jingle e ´As A Falling Leaf´ di Nick Drake, più una dedica che una vera e propria reinterpretazione. Caratteristici ed attraenti sono i brani composti di proprio pugno, generalmente basati su verve rock con virate al blues, al southern o al soft soul bianco in un’interessante altalena di umori. ´Gamblin’ City Blues´ e ´Rock Steady´ sono pezzi rock tra southern e gli inglesi Whitesnake (per chi se li ricorda); decisamente più sudisti sono ´Something Special´ e ´Desert Ride´, tra 38 Special, Lynyrd e Petty mentre ´Nightime Call´ , ´That’s The Way You Act´ e ´No One Cares´ devono molto al soul bianco da club degli Steely Dan mischiato con qualche ingrediente alla Stax. ´Crime Scene´, ´American revolver´ e ´Big Knife´, non fosse altro che per i loro titoli, evocano cenni da outlaw di periferia con il blues elettrico come ingrediente base. Nonostante la partecipazione alternata di molti musicisti il disco appare omogeneo e compatto; questo è certamente un plauso da riconoscere a Max che in questo modo ha chiaramente dimostrato di essere il vero padre del lavoro, con la sua voce roca e sofferta tra Dylan e Waits prima maniera. Un bel disco, americano ma senza scopiazzature o sterili emulazioni, lontano da tanti provinciali che tirano a fare le aquile con i sound USA senza accorgersi di essere della galline (scusate il paragone, la citazione è di Lenin nei confronti di Rosa Luxemburg). Una nota di cronaca conclusiva: l’ordine dei titoli riportato nell’articolo rispecchia l’esecuzione; il libretto del CD invece inverte alcune sequenze.

Track List

  • Solid Air
  • Down And Dirty
  • Gamblin ´ City Blues
  • Nightime Call
  • Something Special
  • Crime Scene
  • That´s the Way You Act (Radio Edit)
  • No One Cares
  • American Revolver
  • As a Falling Leaf (Nick Drake)
  • Big Knife (live)
  • Desert Ride
  • Rock Steady

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