Il nuotatore<small></small>
Italiana − Alternative − art-rock, post-rock, canzone d`autore, rock

Massimo Volume

Il nuotatore

2019 - 42 records
31/01/2019 - di
In tempi di musica liquida e spicciola, di streaming e visualizzazioni, i Massimo Volume, tornati alla formazione originaria come trio (Egle Sommacal, Emidio Clementi e Vittoria Burattini), pubblicano un nuovo album dopo circa cinque anni e mezzo da Aspettando i barbari e non lanciano volutamente con singoli, video o anteprime, come per non interrompere la continuità di un racconto in tante storie, a non spezzare il filo di una collana di perle realizzata con abile sapienza da un orafo. E come un lavoro di una bottega artigianale questo album ci regala nove brani con suoni semplici, cioè voce, basso, batterie e molte chitarre, oltre ogni moda possibile. Queste canzoni sono d’altronde istantanee corpose e corporee, come se fossero costruite con legno, stoffa e marmo come i manichini senza occhi e volti della pittura metafisica di De Chirico, per narrare storia quotidiane di vite, spesso al freddo dell’indifferenza, di individui svuotati, senza fortuna, senza coraggio e senza quasi più anima.

Nel disco tocchiamo con mano echi ed effetti, arpeggi malinconici e introversi, chitarre ora spettrali, livide e/o glaciali, ora cocenti e dolorose, ora amare, magmatiche e “risentite”, ora guizzanti, oscure e infernali, ora dilatate, ora compresse, bassi ctoni, caliginosi e/o vertiginosi; essi intagliano non-eroismi giornalieri di uomini sempre pronti a giustificarsi, semi-egoismi comuni e solitudini che rammentano l’isolamento delle monadi silenziose della copertina (con foto di Luciano Leonotti, manipolata da Marcello Petruzzi).

Le canzoni scolpiscono paure e sventatezze, esistenze rintanate in case senza luce e mano di poker che condannano a vite di maschere senza sorrisi, la viltà di chi vive a caso, rimandando il momento di comprendere il senso delle cose, o è pronto a inventare alibi per dormire sereno, o l’imprudenza di José Sanjurio che affondò con le divise “piene di galloni”, i “trofei di guerra”, ecc. che volle portare sull’aereo che avrebbe dovuto portarlo in Spagna ad assumere il comando dei Nacionales. Si raccontano morti incolori e morti inutilmente pompose, Apocalissi in cui si appassisce “sazi e gentili” e il pericolo della vanità vanagloriosa; si invoca l’ “amica prudenza” (che non può non porsi in rapporto dialettico con la Dear Prudence beatlesiana), “sorella dimessa”, invocata per proteggere “dal rischio” e dalla propria “bellezza”, da fallimenti e colpi di testa, ma anche la “Santissima signora del caso”, per maledirla per l’esclusione dalla festa dei vincenti e richiederne un aiuto che trascini verso buone mete quasi contro la propria volontà e oltre la propria codardia.

Un disco notturno e visionario, di immagini lucide e grottesche, o di grande forza poetica, un album che mescola anche questa volta riferimenti letterari (da John Cheever a Dostoevskij) e dà vita a personaggi della cultura mondiale, da Nietzsche a Chopin, da Ellroy a Novalis. Monumentale.

Track List

  • Una voce a Orlando
  • La ditta di acqua minerale
  • Amica prudenza
  • Il nuotatore
  • Nostra Signora del caso
  • L`ultima notte del mondo
  • Fred
  • Mia madre & la morte del gen. José Sanjurjo
  • Vedremo domani

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