Cattive abitudini<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − spoken

Massimo Volume

Cattive abitudini

2010 - La Tempesta
16/11/2010 - di
Sono passati più di dieci anni dall´ultimo disco dei Massimo Volume. Il gruppo guidato da Emidio Clementi si era preso una pausa lunga, lunghissima. Si era addirittura sciolto, nel 2002. Ma poi è tornato, con un nuovo disco. Spiega bene le sensazioni legate al nuovo album, Cattive abitudini (La Tempesta, 2010) lo stesso leader, sul sito dell´etichetta discografica: ´Cattive abitudini è di sicuro un disco popolato: di personaggi, di citazioni, di luoghi. Ossessionato dal tempo, attaccato al presente, è un disco che ha fretta, anche nei suoi momenti più dilatati´. Le citazioni ci sono tutte, a partire dalla prima traccia, Robert Lowell, che porta appunto il nome del poeta americano, da cui Clementi trae di sicuro ispirazione per la sua poesia in musica, così intima, viscerale, confessionale. ´Celebriamo allora i nostri sforzi, il solco avaro da cui siamo partiti. Chi l’avrebbe mai detto di ritrovarci qui, Giugno 2010, in un pomeriggio di pioggia e di sole, seduti di fronte alle nostre parole?´. Eppure è successo: Cattive abitudini arriva come un regalo inaspettato, per tutti i fan di una delle band italiane più importanti degli anni Novanta. Dodici canzoni dense e stratificate, che continuano nel solco profondo lasciato dalla band bolognese, solco fermo dal 1999, dal disco Club Privé. La prima conferma che si ha dal quinto disco dei Massimo Volume è che il loro sound non è cambiato affatto. La voce di Clementi descrive vite e squarci di quotidianità in brevi racconti, su basi sonore vigorose e sempre sul punto di esplodere, in cui la chitarra di Egle Sommacal è graffiante e potente. Clementi sussurra, parla, poi grida storie di gente comune, ma anche autobiografiche. Crea un universo letterario fatto di uomini qualunque, storie d´amore e di morte, strade e stanze, sofferenza, dolore. La sua prosa raggiunge come sempre vette molto alte: da incorniciare infatti alcuni passaggi di Le nostre ore contate (´Io non ti cerco, io non ti aspetto, ma non ti dimentico´), di Litio (´Ti ho visto una sera nella pubblicità di una birra coi tuoi anelli da baro e le guance smagrite parevi un De Niro allucinato capitato lì per caso) o di Fausto (´Scuoti i tuoi angeli drogati Fausto, stasera ce ne andremo per le vie del centro´). Il disco si ascolta come un tutto coeso, dove tutte le parti sono unite da un filo sottile ma quasi impossibile da sciogliere. Alcune tracce sono evidentemente più rock e dirette (le già citate Litio e Fausto, altre più romantiche e meno spigolose (Avevi fretta di andartene, La bellezza violata, Coney Island), altre ancora inquiete e ipnotiche cantilene ( Tra la sabbia dell’oceano, Via vasco de gama), altre più rumorose e sporche (Invito al massacro).Il risultato complessivo è un ritorno a livelli altissimi, appena un gradino sotto Lungo i bordi e Da qui. Come sempre, è un disco da apprezzare a più livelli, ma da analizzare soprattutto tesi alla mano, per immergersi completamente nel mondo creato da Emidio Clementi. Un mondo che non avevamo certo dimenticato, ma che con Cattive abitudini si arricchisce di un nuovo, fondamentale continente.

Track List

  • Robert lowell
  • Coney island
  • Le nostre ore contate
  • Litio
  • Tra la sabbia dell’oceano
  • Avevi fretta di andartene
  • La bellezza violata
  • Invito al massacro
  • Mi piacerebbe ogni tanto averti qui
  • Fausto
  • Via vasco de gama
  • In un mondo dopo il mondo

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