Aspettando i barbari<small></small>
Italiana − Alternative

Massimo Volume

Aspettando i barbari

2013 - La Tempesta Dischi
30/10/2013 - di
Accompagnato da una copertina d’inestimabile valore artistico (Questo non ha niente a che fare con te di Ryan Mendoza, ndr), il nuovo lavoro dei Massimo Volume, Aspettando i barbari, non delude le attese riposte, e, in men che non si dica, fa gridare al capolavoro.

Dopo la lunga pausa che li aveva visti aspettare undici anni prima di ritornare sulle scene con un nuovo lavoro, questa volta i Massimo Volume ci hanno impiegato meno tempo per ripresentarsi, e Aspettando i barbari esce a distanza di soli tre anni dall’ultimo ed interessante lavoro, Cattive abitudini.

Lo stile unico adottato è sempre lo stesso, una sicura e caratteristica formula di racconti in musica che, in Aspettando i barbari, però, attua una svolta musicale decisiva dal sound analogico che avevano ostentato in Cattive abitudini, addensando la trama sonora con ossature elettroniche, sovrapponendo tra loro le ritmiche, dipingendo, in questo modo, ambientazioni dal forte impatto sonoro.

Basta il folgorante incipit di Dio delle zecche a porre le basi per il capolavoro accennato, il brano arriva come una sberla a mano aperta, il ritmo ipnotico ti assale e pervade, sviscerando un impasto sonoro robusto che avvolge con tenacia la poesia originale di Danilo Dolci, poeta e attivista della nonviolenza (ndr).

I testi utilizzano al meglio il potere evocativo delle parole, le liriche che Emidio Clementi è in grado di sfoderare lo confermano, senza ombra di dubbio, tra i migliori poeti del nuovo millennio, la sua è pura poesia che si riflette nelle canzoni con una semplicità disarmante, alcuni esempi pratici la title–track (lo so,/ non era questo il vino promesso/ gli inviti/ i fiori/ le risate/ ma stanotte/ la notte è una lama illuminata che taglia il buio e la paura/ e punta avanti dove tutto riposa immacolato e giusto/ e nostro/ e puro/ prima dell’arrivo dei barbari), La notte (Luca s’è fatto prendere dall’ossessione del denaro/ Leo dal fascino osceno del caso/ Stefano ha bisogno di attenzioni/ Laura di privazioni/ Gianni vive a Pechino/ Laura serve ai tavoli in un ristorante di Torino/ Andrea prende una droga che fa dimenticare/ Sergio ha una malattia che lo fa addormentare/ Mimmo è morto/ e io? Io aspetto qui/ e mi affido alla notte/ che confonde le tracce/ che nasconde i rifiuti/ che ritorna costante) e Silvia Camagni (Se ne andò di casa/ un pomeriggio di maggio/ lasciando che il sole sbiadisse/ tutto quello che era stato/ portò con sé gli occhi neri di sua madre,/ un orologio rotto,/ la promessa inutile di un indirizzo sbagliato).

Aspettando i barbari è inquietantemente stupendo: riflette, a tratti, l’intimità dell’interno borghese della copertina, ma va oltre immergendosi in scenari di guerra e distruzione, dove aleggiano come presenze rassicuranti i fantasmi di Vic Chesnutt (Vic Chesnutt), John Cage (Dimaxyon song e Da dove sono stato), Mao Tse Tung (Il nemico avanza), Danilo Dolci (Dio delle zecche) e Buckminster Fuller (Dimaxyon song).

Le canzoni sfoggiano un’architettura sonora solida e compatta, dove la magia del suono insegue melodie istintive e dure di brani come Dio delle zecche, Il nemico avanza, Compound e la title – track, e tormentate da sonorità inconsuete e più intime come in La cena, La notte, Silvia Camagni e Da dove sono stato, magistralmente supportate dall’ausilio di synth, sampler e i file recordings.

Un lavoro avvolgente, affascinante e assolutamente geniale.

Track List

  • Dio delle zecche
  • La cena
  • Aspettando i barbari
  • Vic Chesnutt
  • Dimaxyon song
  • La notte
  • Compound
  • Silvia Camagni
  • Il nemico avanza
  • Da dove sono stato

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