Qualcosa di familiare<small></small>
Italiana • Canzone d`autore

Massimo Germini Qualcosa di familiare

2021 - Azzurra Music

16/10/2021 di Mario Bonanno

#Massimo Germini#Italiana#Canzone d`autore

Si tratta di un d’esordio, il bello è che non te ne accorgi. L’autore è del resto navigato: prima di ormeggiare sulle sponde autonome di Qualcosa di familiare, Massimo Germini ha attraversato oceani sonori al fianco di Roberto Vecchioni - di cui colora i brani ormai da molte lune -, Lucio Fabbri, Grazia Di Michele, Giangilberto Monti, Alda Merini, Milva, (fra i tanti), e certo non può dirsi che gli incroci artistici non abbiano lasciato tracce. Capace com’è di misurarsi con generi e linguaggi differenti, la chitarra di Germini sfoggia muscoli in piena forma: una delle più eclettiche della canzone italiana. Questo disco esce apposta per confermarlo.

Sotto l’aspetto musicale si tratta di un album dalla fisiognomica esatta, rinuncia alle artefazioni (tecnologiche) intersecando istanze e strumenti di derivazione popolare, unitamente a eco della canzone d’autore di cui Germini è acuto conoscitore. “Quando è stato disposto il primo lockdown sono rimasto isolato a Milano da solo, diviso dai miei figli e dalla mia compagna per tre mesi. Nell’incertezza e nella disperazione di quei giorni suonavo ore e ore (…) questi brani sono molto personali e forse non avrebbe avuto senso, dal punto di vista artistico, affidarli ad altri. Arrivato alla mia età non ho nulla da perdere o da dimostrare”, dichiara l’autore con lingua dritta. Nel senso che l’aura delle tracce non lo smentisce.

I pezzi strumentali sono cinque (Odòs, Per Marino, Solo ad agosto, Il brusio delle parole, Ulisse racconta), sorvegliati in larga misura da una chitarra chiaroscurale, in grado di addentrarsi in regioni interiori che sfiorano libere associazioni (malinconie sottili, refoli di luce, storie smarrite, o forse soltanto lasciate andare...) Un rinforzo. Una coniugazione ideale delle canzoni vere e proprie  (scritte dal poeta Michele Caccamo) dove i sentimenti si affastellano a loro volta, alla luce di sottrazioni, recuperi, cicatrici di vita, abissi o redenzioni come (in)seguendo un filo rosso (Qualcosa di familiare, Vuol dire, Tu lo sai, Amore è forse, Dopo un abbandono).

La scrittura di Caccamo è più poetica che cantautorale (da leggersi in senso elogiativo) e ciò rende ulteriormente lodevole lo sforzo del chitarrista-interprete, alle prese con una metrica spesso poco pedissequa alla metrica della canzone strictu senso. Nella title-track Roberto Vecchioni ci mette la voce, dividendo le strofe con Germini, il cui accento canoro costituisce forse la vera sorpresa  del disco. Con una timbrica personale, sporca e credibile quanto basta per tenersi alla larga dalla stereotipia interpretativa, Germini si rivela misurato al punto giusto, elegante portavoce di un album che lo è altrettanto. La citazione finale va infine alla copertina di Orazio Truglio: un primo piano "trattato" di Massimo Germini  che rende giustizia all'eleganza complessiva del lavoro.

Track List

  • ODOS
  • QUALCOSA DI FAMILIARE - feat. Roberto Vecchioni
  • PER MARINO
  • VUOL DIRE
  • SOLO AD AGOSTO
  • TU LO SAI
  • IL BRUSIO DELLE PAROLE​
  • SAI COME SONO LE ESTATI
  • ULISSE RACCONTA
  • AMORE E` FORSE
  • DOPO UN ABBANDONO