Tutti usciamo di casa<small></small>
Emergenti − Alternative − Rock, art-pop

Mascara

Tutti usciamo di casa

2012 - Eclectic Circus / Universal
03/06/2012 - di
Si corre sempre un grosso rischio quando ci si trova sotto le luci della ribalta: essere in  primis una fonte di rimando a qualcosa di già sentito.

I Mascara appaiono in prima battuta una delle tante band uscite “fuori tempo massimo” sulla scia del filone revival new-wave dell’ultimo decennio. Il gruppo varesino non fa niente per nascondere le sue influenze di genere, scomodando persino un totem ingombrante quale Dorian Gray. Parole simboliche sono utilizzate sapientemente come la “Berlino di Garbo” in La stanza al fine di creare semplice assonanza. I riferimenti più immediati rimangono però i Litfiba degli esordi e i Diaframma, questi ultimi più per inclinazione cerebrale che per aderenza estetica.

In verità, dopo un ascolto più attento, rimane la netta sensazione che questo album di debutto riesca pian piano a ritagliarsi una propria identità, passando, con una certa dimestichezza, tra un’ariosa celebrazione della vita e una melodrammatica evocazione dei sentimenti più profondi.

La vocazione avanguardista della compagine lombarda fa capolino già in apertura con Dorian (Postmodern Parte I) e nel prosieguo con brani come Tutti usciamo di casa. Sotto a un po’ di MasCara si scorgono arpeggi e giri di chitarra che vanno dallo shoegaze d’annata (vedi i Radiohead anni novanta) a quello più recente, sacro e dalle venature darkwave dei Chapel Club.

Ma con la stessa cura con cui si degusta un buon Scotch Whisky, non ci si può limitare a sentire gli aromi “in punta”, ma bisogna andare giù sino in gola e anzi cogliere nell’aria anche i profumi.

E allora i brani, scivolando uno dopo l’altro, si colgono in tutta la loro ariosità, il classicismo albionico, ammaliante e romantico mischiato alla passione latina. La forza melodica delle singole canzoni, unita a un’accezione teatrale della voce di Lucantonio Fusaro accompagna le liriche con sorprendente equilibrio stilistico, consegnandoci un vero e proprio concept album. Si parla di vita, di morte, di sogni e realtà con un linguaggio letterario ricco di pathos e una visione decadente, in un sussidiario illustrato della giovinezza prima e della senilità poi. Parlando di citazioni, curioso l’intermezzo della traccia n° 11 che riporta alla mente sia l’attacco della battistiana Anima latina sia la sfumata anticipatrice di Champagne Supernova. L’imprinting, in breve e in senso lato, dell’intera opera.

Insomma lasciamo da parte per un attimo la pur lodevole accuratezza formale e l’impeccabile ortografia, ma la vera novità di questo lavoro è l’autenticità che potrebbe renderlo in qualche modo “necessario”. 

 

 

 

Track List

  • Dorian (Postmodern Parte I)
  • I giorni di Urano contro
  • Tutti usciamo di casa
  • Da uomo a uomo
  • La stanza
  • Di gioia e rivolta
  • Dorian (Postmodern Parte II)
  • Un figlio lo sa
  • Le città da costruire
  • Tempo prendimi per mano
  • ...
  • L'ultimo viaggio di Argo