The Foundling<small></small>
Americana

Mary Gauthier

The Foundling

2010 - Proper Records / IRD
20/09/2010 - di
Blood is blood And blood don’t wash away Questi versi racchiudono nel modo più chiaro ed immediato l’essenza del sesto album di studio di Mary Gauthier, intitolato The Foundling e pubblicato da Proper Records nel 2010. Si tratta di un concept album che può essere sinteticamente definito come un’autobiografia in musica. Attraverso le tredici tracce, infatti, viene narrata la storia di una bambina abbandonata alla nascita che dopo un anno in orfanotrofio viene adottata, ma poi scappa dai genitori adottivi. Una volta cresciuta finisce nello show business, ma il suo passato irrisolto continua a tormentarla. Cerca di trovare i propri genitori naturali e riesce a rintracciare la madre con la quale si mette in contatto, ma viene freddamente respinta. Alla fine, nonostante la durezza della vita, attraverso l’amore o la speranza dell’amore, riesce a trovare pace con se stessa. E’ impossibile scindere la musica dalla narrazione: Mary Gauthier si fa portavoce attraverso la propria esperienza personale del disagio degli orfani, di chi deve affrontare le difficoltà della vita con la ferita aperta dell’abbandono e del non sapere nulla delle proprie origini. La sua voce profonda, a volte dura e tagliente, contrasta con il suo aspetto fragile, ma androgino e da questa unione ne esce un senso di sacralità e di sensibilità vera. La cornice musicale per esprimere questi sentimenti terribili e queste atmosfere cupe è un misto di country, folk, bluegrass che a volte sconfina nel rock. Chitarra acustica, violino, organo e a volte trombone costituiscono le fondamenta che sorreggono e accompagnano le parole di Mary Gauthier. Si tratta di canzoni raccontate nelle quali il canto viene modulato come la voce di un attore teatrale: in certi momenti, è quasi parlato o sussurrato, in altri è forte e deciso. I brani migliori del disco sono la title track The Foundling con la voce profonda di Mary Gauthier che mette i brividi, ´Mama here, Mama gone´ che sembra una ninna nanna al contrario con una madre che invece di consolare, abbandona il figlio. ´March 11 1962´ che racconta il fallimento della telefonata tra figlia e madre naturale comunicando un senso di frustrata afasia, ´Blood is blood´, traccia elettrica in cui si sentono echi di Mazzy Star, Sideshow, uno degli episodi più leggeri del disco in cui la presenza del trombone dà ritmo al pezzo trasformandolo in un brano da ballo di paese che sembra uscito dal primo disco dei Felice Brothers. Infine ´Another day borrowed´ costituisce l’epilogo della narrazione e porta un messaggio di speranza: bisogna andare avanti ed essere grati per ogni giorno che abbiamo in prestito. Infine, in tempi di musica digitale, bisogna ricordare quando lo merita, la bellezza dell’oggetto cd. In questo caso il progetto grafico basato sulla combinazione di nero, viola grigio e bianco, il libretto corredato di disegni e la presenza dei testi delle canzoni rendono questo album non solo un ottimo ascolto, ma anche un bell’oggetto per la propria discoteca.

Track List

  • The Foundling
  • Mama here, Mama gone
  • Goodbye
  • Sideshow
  • Interlude 1
  • Blood is blood
  • March 11, 1962
  • Walk in the water
  • Interlude 2
  • Sweet words
  • The orphan king
  • Another day borrowed
  • Coda

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