Between daylight and dark<small></small>
Americana

Mary Gauthier

Between daylight and dark

2007 - Lost Highway
05/11/2007 - di
“Between daylight and dark” è il nuovo disco di Mary Gauthier, songwriter della Louisiana che suggella quanto fatto in una carriera a dir poco sofferta (vedi nostro speciale).
Nel giro di dieci canzoni che sublimano folk e blues, la Gauthier porta la sua musica ad un gradino superiore rispetto ai pur ottimi precedenti (soprattutto “Mercy now” e “Filth & fire”).
Merito di Joe Henry, che non fa rimpiangere il suo predecessore (Gurf Morlix) e centra un altro colpo da maestro coi suoi fidi scudieri (Greg Leisz, Patrick Warren, Jay Bellerose, David Piltch, Rufus Wainwright e Van Dyke Parks). Sotto la sua magistrale direzione le canzoni hanno assunto tinte raffinate (ascoltate i tocchi della batteria di Bellerose!) senza perdere quell’aspra ed oscura essenzialità tipica della loro autrice.
Gran parte del merito va infatti a lei, a Mary Gauthier, che ha fatto crescere ulteriormente il suo songwriting stabilendolo in quella zona di mezzo tra buio ed oscurità indicata dal titolo. “I’ve come so far to stand here / I’ve earned this solid ground” canta fiera e allo stesso sobria in “Same road”, una delle perle del disco, e sembra di vederla, ferma più che mai, dentro le sue interpretazioni, conscia di quanto queste le appartengano, di quanto siano il suo mondo.
Anche la sedia su cui è chinata nella foto di copertina è simbolo di una precisa appartenenza che rimanda al Sud degli States e ad una storia personale (era la sedia di suo padre, vedi il testo di “Snakebit”), presto estesa ad una realtà altrettanto tormentata, fatta di vagabondi, di amori lontani, di strazi e cadute ancora in corso (“I don’t think I’m finished falling yet”).
Il passo avanti di cui si diceva consiste nel fatto che la sofferenza è sublimata in pezzi oscuri eppure illuminati da ricami strumentali (piano, pedal steel, chamberlin, pump organ, vocals). Due esempi vengono da quelle gemme che sono “Can´t find the way” e “Thanksgiving”, entrambe intrise di dolore al punto da accendere un barlume di speranza consolatoria, sia quando ricompare davanti agli occhi la tragedia di New Orleans sia quando vengono immortalate mogli e madri in attesa di fronte ad un carcere.
Anche quando torna sulla country ballad più classica come nella title-track, scritta con Fred Eaglemisth, e in “I ain´t leaving”, la Gauthier si pone in una penombra tanto romantica quanto oppressa dal destino.
In “Between daylight and dark” c’è sempre una luce che brilla in fondo all’oscurità. È quella che vi potrebbe far innamorare di queste canzoni, salvo poi con la stessa intensità farvi scoprire quanto dolore ancora giaccia, sospeso tra la luce e il buio.

Track List

  • Snakebit|
  • Can´t Find The Way|
  • Between The Daylight And The Dark|
  • Last Of The Hobo Kings|
  • Before You Leave|
  • Please|
  • Same Road|
  • I Ain´t Leaving|
  • Soft Place To Land|
  • Thanksgiving

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