Gazing at the Flocks<small></small>
Italiana − Alternative − dark - gothic - metal

Martyr Lucifer

Gazing at the Flocks

2018 - Seahorse Recordings - Distr.Audioglobe
23/11/2018 - di
Gazing at the Flocks è il terzo lavoro solista di Martyr Lucifer, voce anche degli Hortus Animae.  Per questo disco il cantante (italianissimo, a dispetto del nome d’arte) si è avvalso del contributo dell’artista ucraina Leìt, di Gabor Tóth (aka Nagaarum, ungherese) alle chitarre e dello svedese Adrian Erlandsson alla batteria. Dal vivo invece Martyr e Leìt saranno affiancati da Alexíos (chitarre e backing vocals) e Fox (batteria).

Gazing at the Flocks nell’edizione limitata si compone di due dischi, il primo omonimo, il secondo intitolato The Oniric Session/ Live at Domination Studio. Questa versione sottolinea ancora di più la complessità di un’opera metal, dark  ed epica, con un art work che potrebbe illustrare i racconti di Edgar Allan Poe o Paradise Lost di John Milton.

Se brani come Veins Of Sand virano decisamente verso sonorità più oscure, in altri, come Leda and the Swan le voci di Martyr e Leìt si intrecciano con la stessa sensualità che trasuda dal mito. Wolf Of The Gods  con chitarre che sembrano levarsi al cielo mentre quasi si inneggia a spezzarle quelle “heavy chains” (d’altro canto il già citato Milton scriveva “Better to reign in Hell than serve in Heaven”). Halkyónē’s Legacy, aka the song of Empty Heavens è un pezzo di una dolcezza struggente, interamente cantato da Leìt, un’aurora sul dolore.

Passando al secondo disco, dal titolo si avrebbe l’impressione di trovarsi tra le mani un unplugged. Non è affatto così. Viene egregiamente catturato  l’impatto live della formazione, ed emerge un suono coeso,dalle striature dark – gothic in cui le trame vocali sono meno compresse dal sound.

Gazing at the Flocks è un lavoro sicuramente mirato a chi è già appassionato al genere, ma la profondità della voce di Martyr smussa certe ruvidità e fa capolino una certa morbidezza di parte della produzione dei Lacrimosa, ma senza la dimensione orchestrale. Ciò permette anche a chi è meno avvezzo a certi saliscendi sulle corde delle chitarre di accostarsi all’album, iniziando una personale discesa negli Inferi sonori creati da Martyr Lucifer.




 

Track List

  • Disc 1
  • Gazing at the Flocks
  • Veins Of Sand Pt.1
  • Veins Of Sand Pt.2
  • Bloodwaters
  • Feeders, aka Heterotrophy/ Saprotrophy
  • Leda And The Swan Pt.1
  • Leda And The Swan Pt.2
  • Wolf Of The Gods
  • Somebody Super Like You
  • Benighted & Begotten
  • Spiderqueen
  • Flocks
  • Halkyónē’s Legacy, aka the song of Empty Heavens
  • Disc 2
  • The Oniric Session/ Live at Domination Studio
  • Veins Of Sand Pt.1 &2
  • Oddities
  • Turmoil
  • Leda and the Swan
  • The Horseride
  • Changes
  • From Under the Ground
  • And Still We Wonder Why
  • The Morning Star
  • Time Will Crawl
  • Lady Bird