Where a country boy belongs<small></small>
− Americana

Marshall Tucker Band

Where a country boy belongs

2006 - Shout! Factory
03/08/2006 - di
Sembra davvero che la Marshall Tucker Band, o meglio quello che ne resta, abbia di nuovo voglia di riprendere quella strada che non è mai stata del tutto abbandonata, ma che dagli anni ’80 in poi è stata più volte percorsa con un passo poco marcato. Dopo le ristampe dei loro dischi migliori e un ritorno in studio discreto (“Beyond the horizon”, 2004) sono arrivati un dvd dal vivo e un doppio cd antologico, seguito ora da questa raccolta.
L’impressione è però che la band attuale non riesca a reggere il peso del nome che porta in termini di creatività e di produttività: i tanti “dischi di recupero” fanno venire il sospetto che si stia raschiando il fondo del barile in assenza di nuovo materiale interessante.
Questa raccolta propone due inediti, ben fatti ma piuttosto irrilevanti, e poi una scaletta che vorrebbe presentare l’animo country della band.
Nessun dubbio che la formazione dei fratelli Caldwell avesse le proprie radici ben piantate anche in questo genere, come la maggioranza delle band del sud degli States, ma nei dischi della MTB il country è stato più che altro un diversivo, che per quanto importante veniva utilizzato per dare respiro a pezzi e scalette. Certo nell’arco di trentatre anni di carriera sono molte le tracce intrise di country, ma questo è sempre stato un elemento secondario nel suono della band e non è un caso che la maggior parte dei brani qua riproposti si assestino su un livello standard spesso scontato. Troppe le canzoni che suonano come degli esercizi, soprattutte quelle ripescate dagli ultimi dischi: ne esce una raccolta ben suonata, ma costruita su un pretesto, che si barcamena in modo nostalgico tra ballate sentimentali e pezzi stucchevoli. Il country suonato dalla MTB è un riempitivo, soprattutto quando privo di quell’approccio southern aperto che era vera caratteristica della band.
Tra abbondanti dosi laguide di steel e piano la ricerca strumentale è ridotta al minimo e nel primo cd si fanno notare solo la piacevole “Heard it in a love song” con qualche giro di flauto, “Bags half packed” sollevata dalle voci e “Driving you out of my mind” aperta da chitarre e organo. Le cose vanno meglio nel secondo dischetto con un paio di pezzi ripescati dal 1974, salvo poi scemare e lasciare solo con “Hillbilly band” e la conclusiva “AB´s song”.
I pezzi degli anni ’70 hanno una vivacità che manca al resto della scaletta, questo era prevedibile, ma allora perché pubblicare una compilation del genere? Chi non conosce la MTB difficilmente verrà incuriosito da questi due cd, che offrono materiale per lo più trascurabile, interessante solo nel caso abbiate voglia di crogiolarvi in un country-rock di maniera.

Track List

  • Cd doppio