The price of sin<small></small>
− Cantautore, Rock

Markus Rill

The price of sin

2006 - Blue Rose
26/10/2006 - di
Ho scoperto Markus Rill per caso, durante un viaggio a Francoforte, e anche questo la dice lunga su come certa musica faccia fatica ad arrivare nel nostro paese.
Il “ragazzo” è tuttaltro che un emergente: è al suo sesto album, il secondo per la Blue Rose, e ha suonato con gente come Townes van Zandt, Chris Knight, John Wesley Harding, Steve Wynn.
Si capisce subito che il disco non è un semplice prodotto locale tedesco e che il suo valore supera nettamente la media della comunità europea: registrato a Nashville con l’aiuto di alcuni musicisti navigati, “The price of sin” ha il sapore profondo e amaro dei migliori songwriters americani.
La scrittura e soprattutto la voce di Markus Rill hanno le venature di una indian summer nord-europea: tinte autunnali che pervadono le canzoni di una malinconia grave, con più di una sfumatura in comune con Matthew Ryan. Un canto amaro e arpeggi gravi di chitarra ascustica sono il terreno su cui il disco prende forma, grazie agli interventi dei Gunslingers e soprattutto di Fats Kaplin (steel, fiddle, slide, banjo, fisarmonica e mandolino).
La raccolta colpisce per densità ed omogeneità: non c’è un brano che demerita, neanche quando Rill si appoggia sul country come in “Me & Bonnie Parker” e in “Run run run”, pezzi questi che servono per dare le necessarie variazioni alla scaletta. La dimestichezza dell’autore con l’american music si sente anche dalla pronuncia che arriva a biascicare bene la materia negli episodi più roots.
A colpire davvero nel segno sono comunque le ballate, che per intensità potrebbero ricordare anche le atmosfere acustiche di Springsteen: i personaggi fanno del proprio meglio per affrontare aspirazioni, delusioni, trovandosi a fare i conti ogni volta con i propri limiti e i propri errori.
Spiccano “Broken puppet” e “My love runs to you” e l’aspra “Carry my load”, graffiata dal blues e da un dobro. Anche quando “Fade to blue” libera la nostalgia di fronte all’ennesimo sogno svanito, l’interpretazione non si affievolisce grazie all’amarezza con cui vengono cantati i sentimenti. La caducità è infatti sempre presente e non è un caso che il disco si apra e si chiuda con due pezzi su cui aleggia l’ombra della morte, “Singin’ in the cemetery” e “Not ready yet”.
Autorevole anche la scossa data da “Come in out of the cold” con steel, piano e vocals crescenti, ad ulteriore prova della forza che sono capaci di portarsi dentro queste canzoni.
Markus Rill è uno dei pochi “giovani” in grado di far cambiare idea anche ai più scettici sul livello dei cantautori europei. Merita di essere scoperto.

Track List

  • Singin´ In The Cemetery|
  • Broken Puppet|
  • Me & Bonnie Parker|
  • My Love Runs To You|
  • Just So You Know|
  • The Price You Pay For Sin|
  • Carry My Load|
  • Wash Away The Stain|
  • Run Run Run|
  • Fade To Blue|
  • Come In Out Of The Cold|
  • Not Ready Yet

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