Deep: The Baritone Sessions Vol. 2<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Jam

Mark Lettieri Deep: The Baritone Sessions Vol. 2

2021 - Leopard a Delta Music Media Label / IRD

30/12/2021 di Edoardo Mazzilli

#Mark Lettieri#Jazz Blues Black#Jazz

È tornato, a due anni di distanza dal primo esperimento, il chitarrista, compositore e produttore statunitense Mark Lettieri con Deep: The Baritone Session Vol. 2, uscito nel 2021 per la Leopard (a Delta Music Media Label).
Dopo il convincente Deep: The Baritone Session (2019) il membro degli Snarky Puppy conferma la capacità di scegliere musicisti di estremo talento ottenendo risultati esemplari.

Tra i protagonisti che hanno contribuito a rendere energico e divertente questo album ci sono il bassista Daric Bennett, il tastierista (vincitore di otto Grammy Awards) Shaun Martin, il tastierista (vincitore di nove Grammy Awards) Bobby Sparks II, il trombettista Philip Lassiter, il giovane poliedrico Jacob Collier, l’armoniscista francese Frédéric Yonnet e Steve Lukather dei Toto. Solo per citarne alcuni.

Nel disco le formazioni variano in ogni brano e i musicisti incrociano i loro talenti creando diverse combinazioni; il denominatore comune e stravagante trascinatore resta sempre Mark Lettieri, che in ogni pezzo conduce con la sua chitarra baritona. Nonostante l’alternarsi dei musicisti (il più presente dopo Lettieri è il batterista Jason JT Thomas, con cinque pezzi su dieci) il disco si presenta estremamente uniforme, il funk e le influenze anni Settanta e Ottanta sono le stesse in ogni pezzo, la scelta dei suoni è molto equilibrata e persino i titoli delle canzoni hanno una connessione astrale che li unisce.

Risulta difficile nel complesso decretare il pezzo migliore ma a volerci provare in lizza andrebbe sicuramente Magnatear, che arriva dopo Red Dwarf: un vortice di energia che a colpi di slap prepara l’ascoltatore alla materia di cui è fatto il disco. Seppur suonato solo da tre musicisti Magnetar crea un universo profondo in cui sonorità prese in prestito da Blood Sugar Sex Magic (Red Hot Chili Peppers - 1991) si vanno a mischiare con gli esperimenti vocali di Shaun Martin, che con un assolo di vocoder richiama immediatamente i Daft Punk.

Degna di nota anche Pulsar, dove un assolo graffiante rubato al mondo heavy metal si inserisce nelle sonorità fusion del pezzo sorprendendo l’ascoltatore, ma ancor più divertente è la saltellante Tidal Tail il cui ritornello è difficile da dimenticare già dopo un solo ascolto.

Star Catchers invece deve aver creato un po’ di assembramento in studio. Nel pezzo infatti compaiono – oltre a batteria, basso, tastiera e due chitarre – ben quattro strumenti a fiato: la tromba di Philip Lassiter, il sax tenore di Sam Greenfield, il sax baritono di Doug DeHays e il trombone di Kristian Persson. Il pezzo è in poche parole la sintesi perfetta di Deep: The Baritone Session Vol. 2: un’iperbolica e raffinatissima jam session. L’interplay è alto, esattamente quanto ci si aspetterebbe da musicisti del genere, e anche le parti soliste sono ben calibrate. Lodevole il solo di Steve Lukather.

Rimanendo in tema “fiati” piace molto anche l’ingresso dell’armonica di Frédéric Yonnet in Nebulae e il solo di sax di Keith Anderson in Supernova, pezzo dove per altro Lettieri suona una chitarra Hammertone e piazza dei riff metal che ancora una volta riescono a sposarsi gradualmente con il funk.

Risulta essere un satellite rispetto al disco Sublight, dove finalmente gli animi si placano, tastiere e bassi vengono posati e Lettieri e Jason Thomas si prendono la briga di chiudere il disco con un amorevole pezzo country che ha ben poco a che fare tutto quello che si è sentito fino a questo momento.

Nel complesso Deep: The Baritone Session Vol. 2 si mostra maturo, abile, privo di difetti e ben registrato; un disco che di certo non sorprende considerata la firma che porta ma che comunque diverte, elettrizza e fa auspicare una pronta realizzazione del volume 3.

Track List

  • 1. Red Dwarf - feat. Daric Bennett &amp; Justin Stanton
  • 2. Magnetar - feat. Adam Deitch &amp; Shaun Martin
  • 3. Pulsar - feat. Robert &ldquo;Sput&rdquo; Searight
  • 4. Tidal Tail
  • 5. Voyager One - feat. Nate Smith &amp; Bobby Sparks
  • 6. Star Catchers - feat. Steve Lukather, Jason &ldquo;JT&rdquo; Thomas, Wes Stephenson, and Philip Lassiter &amp; The Philthy Hornz
  • 7. Blue Straggler - feat. Travis Toy
  • 8. Nebulae - feat. TaRon Lockett, Fr&eacute;d&eacute;ric Yonnet &amp; Braylon Lacy
  • 9. Supernova - feat. Keith Anderson
  • 10. Sublight