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Jazz Blues Black − Jazz − Mainstream moderno

Mariangela Cagnetta

E-Motion

2019 - Caligola Records
21/12/2019 - di
Giusto per evitare equivoci premettiamo che ci troviamo davanti ad un lavoro di eccellente fattura, da conoscere e gustare consigliando ascolti comparati con altre versioni degli standard proposti.
Mariangela Cagnetta (voce e flauto), Viz Maurogiovanni (basso elettrico) e Pierluigi Villani (batteria) danno infatti vita a una revisione in chiave moderna di alcune pietre miliari del mainstream jazz riproponendole con schemi atipici, così come atipico é l`organico strumentale vista la totale assenza di strumenti melodici (se si eccettua qualche breve intervento del flauto).

I brani risultano totalmente riarrangiati facendo leva sul gran drive ritmico assicurato da Viz e Pierluigi ma anche sulla flessibilità del basso elettrico a sei corde che sovente suona come una chitarra (sentasi il wah-wah in Lazy Afternoon Phunk), in grado quindi di conferire una traccia melodica ai pezzi a sostegno della voce.
Il canto di Mariangela é molto maturo, diremmo "adulto", dotato di personalità, sicurezza ed essenzialità  arrivando diretto all`ascoltatore, senza troppi sofismi o manierismi.

Si parlava in premessa dall`opportunità di un ascolto comparato con altre versioni dei pezzi proposti; questo non certo per ottenere classifiche di merito ma per apprezzare il profondo lavoro di revisione che il trio ha sviluppato evitando di scadere in banali reinterpretazioni. Faremo giusto qualche esempio per chiarire meglio.

Things Ain`t What They Used to Be é un brano composto nel 1942 dal figlio del Duca e concepito inizialmente per large ensemble. La sfida di riproporlo in un combo così ristretto pare ardua, ad alto rischio di perdita del senso stretto della composizione. Se poi si va a sentire la splendida versione di Elligton con il magistrale solo al sax alto di Hodges (molto virato al blues), il walking bass e l`impianto base swingato in crescendo dagli ottoni ci si domanda effettivamente come si possa tentare l`impresa. E invece il gioco funziona.  Prima di tutto perché il ricorso alla voce con parti scat conferisce dinamismo e calore, impostando il registro del brano in una logica da piccolo gruppo. Inoltre il basso va ben oltre lo standard del walking per ricordare approcci più vicini a Swallow o Pastorius, riuscendo quindi a ribaltare completamente il mood del brano che acquista tinte modernissime. Infine il drumming intenso di Villani lascia poco spazio scegliendo un ritmo medio - alto che tiene viva l`attenzione all`ascolto.

Nature Boy, brano del 1947 eseguito da Nat King Cole, offre riferimenti originali più pop e richiami di melodie classiche che l`arrangiamento del trio modifica sensibilmente. La trama viene diluita su di un ritmo controllato e con stop and go ben dosati, come un elastico che si tende e distende in modo armonico. Il testo della canzone é ripetuto tre volte proponendo in ciascuna fase sfumature diverse sia nel crooning del canto che nella base ritmica. Il tutto sposta il baricentro dal puro intrattenimento ad un`interpretazione più ricca, che mantiene l`accessibilità del tema aggiungendo sempre qualche sorpresa.

Un altro elemento di rilievo é lo stretto interplay tra i tre artisti, che si integrano l`un l`altro piuttosto che ricorrere a schemi di solismi o di alternanze. Ciascun pezzo mette in evidenza questo aspetto; qui sottolineiamo Lawns, composto Da Carla Bley e Steve Swallow, che si presta facilmente alla qualità di Mastrogiovanni unita al semplice tema melodico sostenuto dalla voce.

In generale i brani risultano compatti, intensi facendo dimenticare l`essenzialità dell`organico.

Guardando la scaletta ci si potrebbe domandare cosa potrebbe dare di nuovo il disco ma ascoltando le tracce ci si ricrede totalmente; un lavoro estremamente originale, in grado di arrivare sia a neofiti che ad ascoltatori esperti avendo sempre qualcosa di aggiunto da offrire.

Promosso a pieni voti.

 

Track List

  • Things Ain`t What They Used to Be
  • Afro Blue
  • Nature Boy
  • Lawns
  • Caravan
  • Lazy Afternoon Phunk
  • And I Love Him
  • Speak Low
  • Blue In Green
  • Giant Steps
  • Moon River