El Dorado<small></small>
Rock Internazionale − Rock − Country Soul

Marcus King

El Dorado

2020 - Fantasy Records
17/01/2020 - di
Una premessa doverosa conviene farla per tutti coloro che, come il sottoscritto, si sono abbeverati felici alla fonte dalla quale sgorgava impetuoso e trascinante l’esplosivo blend intriso di sapori Southern Rock che hanno fatto dei dischi della Marcus King Band una delle cose più intriganti uscite negli ultimi anni. A meno che non limitiate l’ascolto alla potente The Well, o a Say You Will  (il pezzo che maggiormente collega alle atmosfere care al gruppo di King) il resto di questo El Dorado, prima prova solista del leader della band, viene traghettato, grazie a Dan Auerbach verso sonorità decisamente Country Soul, in cui le incendiarie scorribande precedenti vanno a prendersi una pausa. Basta partire dalla iniziale Young Man’s Dream, piccolo gioiellino che rimanda a certe cose del primo Rod Stewart, che apre in maniera sontuosa un disco che di sorprese e soddisfazioni è destinato a riservarne non poche.

Scritto e registrato in un lasso di tempo minimo, El Dorado è destinato a divenire uno di quei classici dischi che resteranno incollati a piatti o lettori per un tempo molto lungo, forti della loro bellezza e della loro classicità, fatta di ballate che più old fashioned non si può come la splendida Wildflowers & Wine. Nulla sembra essere fuori luogo in disco che non può suonare moderno, ma che proprio in questo tuffo in sonorità degne degli anni settanta trova lo slancio per disegnarne la sua sfavillante classicità. È quasi sorprendente ascoltare King cantare un pezzo come One Day She’s Here, come se fossimo tornati indietro di una quarantina d’anni, senza che la sua credibilità come artista ne risulti compromessa o in qualche modo svilita. Anche perché King di quella musica si è certamente abbeverato per costruire la sua carriera e, fin dalla infanzia, visto che il padre e prima il nonno, erano stati chitarristi Country. 

Percorsi quindi non certo nuovi, ma che avevano bisogno di un perimetro nuovo entro il quale fossero indirizzati. Ed in questo senso Auerbach è, certamente, uno dei produttori/musicisti maggiormente poliedrici ed interessanti, vedasi i recenti lavori con Yola o Jimmy Duck Holmes, che sono stati capaci di attirare l’attenzione di pubblico e critica su artisti e contenuti molto ancorati a sonorità classiche ma immortali. Dodici canzoni, non una che sia opinabile ragionando nel contesto complessivo che ruota intorno al disco, nemmeno quelle che come Love Song che potrebbe lasciare decisamente spiazzati i fans della prima ora, ma che, ripeto, tutte perfettamente a fuoco considerando le coordinate attraverso le quali si muove un disco come El Dorado. Se proprio volete un paragone provate a prendere ad esempio un signore come Elvin Bishop che con i suoi ultimi dischi ha seguito un percorso che potrebbe essere similare a questo fatto da Marcus King. 

Album a mio avviso bello, affascinante, attuale che si volge alle radici della musica che più amiamo, arricchendole con una classe inattesa e per questo tanto più gradita.

Disco del mese, già nella lista dei migliori lavori di questo ancora acerbo 2020.

 



Track List

  • Young Man`s Dream
  • The Well
  • Wildflowers and Wine
  • One Day She`s Here
  • Sweet Marion-a
  • Beautiful Stranger
  • Break
  • Say You Will
  • Turn It Up
  • Too Much Whiskey
  • Love Song
  • No Pain