Travel<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz

Marco Vezzoso Alessandro Collina Dominique Di Piazza Trilok Gurtu Travel

2021 - Art In Live

09/11/2021 di Marcello Matranga

#Marco Vezzoso Alessandro Collina Dominique Di Piazza Trilok Gurtu#Jazz Blues Black#Jazz

La pandemia che ancora non vuole saperne di arrendersi, ha dato uno stimolo a tutto quel mondo che a noi piace tanto frequentare, e che passa dalla musica, alla letteratura, al cinema. Certo con evidenti limitazioni, vedasi i viaggi o i concerti, o la frequentazione di mostre, teatri etc. Ma è anche vero che la sensazione di una qualità andata elevandosi la si percepisce, e non è solo tale. E se siete orfani come il sottoscritto, di code e attese in aereoporti, ecco arrivare in redazione un disco che ha il potere, almeno evocativo, di farci compiere un lungo viaggio. Un quartetto di jazzisti di vaglia come Marco Vezzoso (Tromba) ed Alessandro Collina (Pianoforte). A loro si sono affiancati un personaggio che non dovrebbe avere bisogno di molte presentazioni come Trilok Gurtu (Batteria e Percussioni), che per brevità potremmo riassumere come uno dei padri della World Music, e dal bassista francese Dominique Di Piazza, un uomo che può considerarsi figlio di quel genio dello strumento che fu Jaco Pastorius, pur avendo sviluppato uno stile personale divenendo a sua volta un riferimento per musicisti come Lukas Pickford. Gurtu e Di Piazza hanno peraltro collaborato insieme in passato avendo fatto parte del gruppo di John McLaughling all’inizio degli anni novanta. I musicisti, in genere, sono una "categoria" di persone sempre in viaggio. Ed il lockdown ha dato lo spunto per pensare alla creazione di questo disco.

Travel riussume in se una serie di differenti scale cromatiche che sono figlie delle trasferte musicali di Vezzoso e Collina, che da diversi anni si esibiscono insieme, girando il mondo ed approdando di conseguenza su palchi situati in ogni latitudine. Ed è un viaggio affascinante e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, assolutamente alla portata di tutti, anche di coloro i quali non sono avvezzi a sonorità che hanno nel jazz, il punto di riferimento. Niente sperimentalismi, ma un sound caldo e avvolgente che permea tutto il lavoro, offrendo spunti spesso contemplativi che aprono la mente e lo sguardo a mondi talvolta lontani, a volte relativamente vicini. Il fascino di questo splendido disco emerge sin dalle note iniziali di una pezzo come Breathing Istanbul che ci porta a confonderci nel traffico caotico della capitale turca, assorbendone odori e captandone il respiro possente, con due continenti che si guardano praticamente sfiorandosi. E quando si lascia Istanbul si fa rotta verso Phnom Penh, in una città che gli autori definiscono come "Un mondo al contrario per noi Europei" Si rientra in Europa per fare tappa su Oslo e le sue interminabili giornate invernali caratterizzate dall'assenza di luce per la quasi totalità del tempo.

I climi rigidi che non si stemperano nonostante si atterri a Manila con il sole che fa capolino di prima mattina. Musica intrisa di classe sopraffina cui si affiancano i giochi percuttivi di Gurtu mentre il basso di Di Piazza disegna passaggi incalzanti che si annullano poi nella tromba di Vezzoso e nel pianoforte di Collina. Uno dei pezzi più belli di tutto il disco. Arrivare a Jakarta da Manila è un tratto più breve rispetto ad altri citati nel disco, ma i ritmi sono quelli di una megalopoli, ed ecco allora che Jakarta's Skyline prende i connotati di una città sterminata e caotica come non avremmo, non essendoci stati, potuto immaginare. Il ritorno nella vecchia Europa ha i colori della magnifica Praga. Un turbinio di colori e immagini, e la magia del ponte San Carlo e della Cattedrale di San Vito che esplodono negli occhi e nelle orecchie. Le ultime due tappe fanno rotta ancora verso oriente. Si arriva nella Venezia d'oriente, a Canton in Cina, e le note che fanno da sfondo ci immergono in una atmosfera che sa di magia e stupore. Canton's Mood esprime perfettamente nel titolo l'impressione che suscita l'ascolto di questo pezzo. Tokyo non mi è mai capitato di immaginarla avvolta dalla nebbia. Ma i colori restano vividi, nonostante la cappa che avvolge la capitale giapponese, grazie alla trasposizione musicale che ne offre il quartetto. Splendido a mio avviso il ritmo percuttivo di Gurtu cui fa da contraltare la magica tromba di Vezzoso.

Registrato a Toirano, piccola località ligure, ai Mazzi Factory Studio da Alessandro Mazzitelli, Travel è un piccolo gioiello che ha il pregio di assurgere a colonna sonora delle nostre giornate, dando loro quel senso di tangibile speranza che si spera di veder compiersi definitivamente a breve con la fine di questo periodo irreale ed assurdo. 



 

Track List

  • Breathing Istanbul
  • A Tuk Tuk For Phnom Penh
  • Oslo No Light
  • Wake Up In Manila
  • Jakarta`s Skyline
  • Moonlight In Prague
  • Canton`s Mood
  • A Foggy Tokyo