Jukebox all`Idroscalo<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Marco De Annuntiis

Jukebox all`Idroscalo

2018 - Cinedelic
06/10/2018 - di
Jukebox all’Idroscalo, esordio musicale di Marco de Annuntiis, cantautore, poeta, compositore e polistrumentista, è stato registrato quasi tutto live in studio e, prodotto da Luigi Piergiovanni (Gronge, Almamegretta, Flavio Giurato, Fausto Rossi), vede protagonista l’inconfondibile voce di De Annuntiis, accompagnato dal suo organo Farfisa, per un pugno di canzoni ironiche e scanzonate, ma anche che strizzano l`occhio alla riflessione profonda sulle manie contemporanee.

Ascoltiamo così con piacere il cantautore di Ostia (come l`Idroscalo del titolo, in cui è stato ucciso Pasolini) mescolare ispirazioni e sonorità all`interno delle proprie composizioni, a partire dalla copertina, un omaggio a Donald Fagen e insieme a quel modernariato di metà Novecento, che si può rintracciare anche nel suono di musicisti come Andrea Cuoco alle chitarre, Jacopo Pisu al basso e Marco Pula all batteria, che compongono un`orchestrina beat (come nel tirato e leggerissimo folk rock Conigli dappertutto, sospeso fra Dylan e i Beatles, oppure in Vita privata di Sherlock Holmes). Una Lettera 32, un registratore a piste, un telefono di bachelite, una tappezzeria dai disegni anni Settanta, una sigaretta fra le dita: De Annuntiis disegna così il proprio ritratto, perfettamente coerente con le atmosfere raccontate nelle canzoni.

Incontriamo in esse esistenze leggermente deviate, dal Dandy di città al giovane che tenta una fuga dalla città nella scura Blues della Renault, per giungere a un vero e proprio manifesto, Borderline, con la voce di Ilenia Volpe, sospesa fra l`attualizzazione indie di un malessere esistenziale che affonda le radici ben oltre il nuovo millennio, e l`ironia di rime decisamente vintage (in cui il protagonista beve un Cordiale). Se i Baustelle hanno scelto le stesse atmosfere, ma per raccontare un disagio senza scampo, De Annuntiis sembra percorrere una strada meno cupa, sorretta da un`intelligenza che non si arrende alla frustrazione, ma risponde con ironia e energia.

Questo è evidente ovunque, ma soprattutto nei testi come Shavette, la più baustelliana delle tracce, eppure quella che contiene maggiori elementi di distanza dall`estetica decadente del gruppo. Gli anni Sessanta - Settanta, sembra suggerire il cantautore, vanno interpretati con un sorso di Fernet (che campeggia anche nella copertina...). Lo aspettiamo alla prova del live.

 

 

Track List

  • 1 Jukebox
  • 2 Come De André
  • 3 Dandy di Città
  • 4 Conigli Dappertutto
  • 5 Vita Privata di Sherlok Holmes
  • 6 Borderline
  • 7 Blues della Renault
  • 8 Il Primo Uomo sulla Luna
  • 9 Shavette
  • 10 Io,io, io e gli altri