La Febbre Incendiaria<small></small>
Italiana − Canzone d`autore

Marco Cantini

La Febbre Incendiaria

2018 - RadiciMusic
03/11/2018 - di
C`è ancora spazio nell`anno 2018 per la canzone impegnata?
Se la domanda vi lascia perplessi non vi resta che prestare ascolto a questo bellissimo terzo album del fiorentino Marco Cantini. Se per voi nomi come Fabrizio De Andrè, il primo Guccini, Pierangelo Bertoli e il grandissimo e compianto Claudio Lolli vi suonano familiari non potete restare indifferenti a un disco come questo perché la proposta del toscano è quanto di più interessante si possa ascoltare nella nostra penisola in fatto di canzone d`autore.
Il suo nuovo album, La Febbre Incendiara, segue di appena 2 anni il meraviglioso Siamo Noi Quelli Che Aspettavamo (2016) forse l`unico vero grande album cantato in italiano uscito negli ultimi dieci anni dalle nostre parti.
Mentre in quel miracoloso Concept Album si parlava di un professore precario ai tempi della Bologna del 1977 qui il riferimento diretto è per La Storia (1974)di Elsa Morante, uno dei libri cardine del nostro Novecento letterario che il fiorentino conosce alla perfezione avendolo riletto più volte.
E come nel disco precedente è di nuovo protagonista un docente, stavolta una maestra elementare chiamata Ida Raimundo, una ebrea ai tempi del nazismo e della seconda guerra mondiale.
L`obbiettivo di Marco Cantini è quello di schierarsi sempre dalla parte dei più deboli, dei vessati, degli indifesi, di tutti coloro che hanno sofferto, sono stati dei carnefici o che sono stati dimenticati dai più, rimasti vivi e presenti solo nei ricordi di quei pochi che ancora sopravvivono al più doloroso periodo storico di sempre.

Per realizzare un disco di tale portata Marco ha dovuto e voluto circondarsi del meglio in fatto di strumentisti sulla piazza fiorentina e non. Pure la scelta del glorioso SoundClinic Studio Larione 10 di Firenze parla chiaro in questo senso.
Con lui troviamo l`inossidabile Gianfilippo Boni, una assoluta certezza in materia di produzione artistica più altri nomi di livello come Lele Fontana, organo, Fabrizio Morganti, batteria, Riccardo Galardini, chitarre e Lorenzo Forti, basso. Last but not least Francesco Moneti (Modena City Ramblers) e il bravissimo Claudio Giovagnoli al sax che ha curato con gli altri musicisti gli arrangiamenti dell`album, Album che, particolare non indifferente, è stato registrato in presa diretta, live in the studio, con una percentuale di sovraincisioni ridotta a pochi frammenti anche perché come sottolinea Marco "tre anni di lavoro di studio come il precedente disco mi sembravano decisamente troppi".
Un disco che ricorda certe produzioni cantautoriali degli anni settanta, opere il cui profumo pensavamo ormai abbandonato per sempre. La Febbre Incendiaria è un disco dove tutto è curato alla perfezione ad iniziare dalla splendida veste grafica, opera del pittore Massimo Cantini, padre di Marco, che rende questo lavoro un opera da possedere fisicamente e custodire con cura.
Ed altrettanto godibile è Un Figlio, il video di presentazione di cui ci siamo occupati pochi giorni addietro, girato a Firenze con un bellissimo riferimento al capolavoro di Truffaut Jules e Jim (1962).


Musicalmente il nuovo (concept) album rimanda alle sonorità del precedente, appare perfettamente eseguito e arrangiato, niente appare sprecato o pare sottotono in quest`ora totale di musica, 40 anni fa sarebbe stato un doppio, sia pur breve, vinile e di certo nessuna casa discografica lo avrebbe pubblicato, quantomeno per intero.
Entrando nello specifico dei singoli brani sarebbe un torto parlare soltanto di alcuni vista l`alta qualità globale racchiusa in queste 14 tracce. Nel racconto del disco si susseguono personaggi come il soldato Gunther, Clemente (Manonera) per finire agli anarchici Davide Segre e Giuseppe Raimundo padre della protagonista Ida. Anche i pezzi cantati a due voci, la maggioranza, hanno protagonisti di valore come Tiziano Mazzoni, Silvia Conti, Valentina Reggio, Nicola Pecci, Marco Rovelli, Serena Benvenuti e Claudia Sala, tutti interpreti che si sono calati perfettamente nella parte a loro assegnata.
Il rischio neanche troppo velato è che un disco magnifico come La Febbre Incendiaria diventi solo un prodotto di culto per pochi ostinati e attenti ascoltatori, confinando il suo autore nel limbo di quelli bravi ma che pochi conoscono. Abbiamo già seguito molte avventure musicali come la sua per pensarla diversamente e in fondo non siamo poi così sicuri che nel nuovo millennio ci sia ancora spazio e pubblico a sufficienza per recepire ed apprezzare opere di questo (alto) livello. Inutile sottolineare che auguriamo a Marco Cantini che accada esattamente il contrario.
Un sentito ringraziamento a quelli della RadiciMusic, etichetta toscana in circolazione da ben 18 anni con tante proposte di qualità che ha reso possibile la realizzazione del miglior album italiano di questo 2018.

Track List

  • Ida In Lotta 
  • Manonera 
  • Un Figlio 
  • Classe Operaia
  • Classe Borghese
  • L `Anarchia
  • Anaciclosi
  • Il Potere 
  • L`Orrore
  • Luglio `43 
  • Ceteri Desunt
  • Nel Rifugio, L`Idea
  • Dell`Inizio e La Fine
  • La Storia (explicit)