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− Folk, Soul

Marc Cohn

Join the parade

2007 - Decca
07/04/2008 - di
Marc Cohn è l’esempio di quello che comunemente si definisce “successo prematuro”, una maledizione per chi se lo trova addosso (…) e una ossessione invece per chi non lo ottiene (…). Oltre alla “sfiga” (si fa per dire …) di un hit mondiale come “Walking in Memphis”, questo songwriter è stato afflitto da traumi ben più consistenti, tra cui un divorzio e una ferita da arma da fuoco (un colpo casuale alla tempia fuori da un concerto).
Tutto questo ha contribuito a rendere ancora più introspettivo un musicista già di suo riservato come Marc Cohn. E a rendere intermittenti le sue uscite, spesso distanziate di anni quasi a voler mantenere le distanze dal mercato.
“Join the parade” arriva addirittura dopo una decade dall’ultimo album di inediti in studio (“Burning the daze”, 1998), roba da desaparecido se non ci fossero stati best e compilation vari (a queste cose le case discografiche sono sempre attente quando si tratta di qualcuno che ha venduto).
Non è un ritorno di basso profilo comunque, perché Cohn può permettersi musicisti quotatissimi tra cui Charlie Sexton, Shane Fontayne, Jay Bellerose, Patrick Warren, Jim Keltner, Benmont Tench, Greg Cohen e ancora alle voci Shelby Lynne e gli Holmes Brothers, tanto per citare i più noti. Ne esce un disco dal grande suono, con groove ricercati che ben si sposano al songwriting raffinato dell’autore: merito di Charlie Sexton e Malcolm Burn, che, oltre a produrre, suonano di tutto tra chitarre, keyboards e qualche loop.
Ascoltare un disco che suona così bene farà sciogliere gli appassionati di roots e dintorni, anche perché Cohn non si è fatto prendere la mano e ha messo insieme una scaletta fatta di ballate accorate.
I pezzi sono raccolti attorno ad uno stato di sofferenza che in più occasioni guarda con compassione alla tragedia di New Orleans: non ci sono passaggi brass o espliciti recuperi tradizionali, ma le canzoni parlano chiaro e procedono come delle processioni di anime che risalgono dal Sud. È un folk accurato e aggiornato quello di Marc Cohn, con una vena soul che fa respirare speranze di buona american music: “Listening to Levon Helm” omaggia la Band, mentre un po’ dappertutto c’è un panismo rock nobile e ben elaborato.
Non aspettatevi pezzi eclatanti, ma piuttosto un disco che con costanza comunica un’intensità non da tutti, con ricami di gran classe in ogni pezzo (chamberlin, organo a pompa, tromba, bouzouki, trombone, flugelhorn e così via fino ad un quartetto d’archi nel finale).
Marco Cohn è un signore della canzone e questo suo “Join the parade” è un disco di lusso.

Track List

  • Listening To Levon|
  • The Calling (Ghost Of Charlie Christian)|
  • Dance Back From The Grave|
  • If I Were An Angel|
  • Let Me Be Your Witness|
  • Live Out The String|
  • Giving Up The Ghost|
  • Join The Parade|
  • My Sanctuary|
  • Life Goes On