Cucina povera<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − post - rock

ManzOni

Cucina povera

2012 - Garrincha Dischi
03/10/2012 - di
Un nome proprio e, magari, fuori moda. La provincia. La cassa integrazione. Storie di quotidianità, a volte insopportabile, e diverse generazioni che ogni tanto si sfiorano. E una bestemmia sfugge alla censura del bip che non esiste in diretta: la telecamera si sposta, e si posa sull'autunno di una piazza… Avevo prenotato anche il sole, non doveva piovere quel giorno d’autunno.

Avevamo già parlato di loro, quando, con L’astronave, notavamo che prima di tutto c’era l’urgenza di raccontarsi. Anche adesso, in effetti, è così: siamo di fronte all’esistenza raccontata e coscientemente criticata. Ora in più, forse, c’è un contesto più variegato, fatto di cose e persone, spesso anonime, che vorrebbero avere un nome anche loro. Ora c’è una “seconda persona” a cui rivolgere una domanda, a cui parlare (Una garzantina). Ci siamo. Oggi tocca ai ManzOni - che in pochissimo tempo hanno dimostrato di essere originali e unici nel loro genere - e al loro nuovo disco, Cucina povera, prodotto, ovviamente, da Garrincha Dischi.

Le parole questa volta sono meno forti, meno di impatto di quanto non lo fossero ne L’astronave, ma nel complesso Cucina povera rappresenta qualcosa di più maturo, più spontaneo (e non che i primi lavori non lo fossero!). Cucina povera è un disco semplice. Non servono le parole dure per farsi sentire: bastano quei racconti di vita, i pensieri e le quotidianità – che spesso si assomigliano da nord a sud e da est a ovest.

Le nove tracce che compongono il disco sono abbastanza lineari, accompagnate da quel sound viscerale, forte e, nello stesso tempo, essenziale, che ormai possiamo definire tipico dei ManzOni. Un po’ di malinconia per i tempi passati e tanta razionalità per quello che ci circonda oggi. Tutto con le chitarre che suonano, in libertà, in sottofondo e la voce che racconta e si racconta. In chiusura un pezzo post-rock in tutto e per tutto, un cd masterizzato, un giornale e ancora quel “tu” a cui rivolgere un pensiero, una parola (La strada).

Chiudo con le sue parole (di Luigi Tenca) perché non ho altro modo migliore per farlo. Cucina povera in due parole: una cucina povera a base di sentimenti comuni. La quotidianità di un sentimento come l’amore. Una bestemmia dettata dall’impotenza. E sullo sfondo? … un sole rosso al tramonto da applausi e un po’ di speranza. 

(Tanti tanti complimenti, ManzOni!) 

Track List

  • MARIO IN DIRETTA TV
  • DAL DIARIO, A MIA MADRE
  • SCUSAMI
  • ...ED ECCO L'ALBA
  • UNA GRAZANTINA
  • A MIO PADRE
  • DIMMI SE E' VERO
  • IN TOSCANA
  • LA STRADA