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Americana − Folk

Mandolin Orange

Tides Of A Teardrop

2019 - Yep Roc Records
06/02/2019 - di
I Mandolin Orange sono un duo formato da Emily Frantz (voce, violino e chitarra acustica) e Andrew Marlin (voce, mandolin e chitarra acustica) originari di Chapel Hill, Nord Carolina.

Hanno presentato in questi giorni il loro sesto album di studio, Tides of a Teardrop, registrato in parte all’Echo Mountain Recording, studio di registrazione molto amato dagli artisti folk, country e “Americana” e in parte a The Sewing Room di Chapel Hill.

Tides of a Teardrop è un album molto intimo e personale. Solitamente coinvolti entrambi nella genesi dei propri lavori, in questo caso l’album “appartiene” totalmente a Andrew Marlin, non solo nei testi o nel lavoro di produzione ma soprattutto nei contenuti.

Infatti, il filo conduttore è rappresentato dal ricordo e dalla dedica alla madre di Andrew, mancata quando lui aveva solo diciotto anni a causa delle complicazioni dovute a un intervento chirurgico.

Anche il bellissimo dipinto di Nathan Golub in copertina che raffigura una donna su un ponte rivolta al mare è un criferimento alla madre.

Il brano di apertura Golden Embers, pubblicato come secondo singolo il 6 novembre 2018, ha una intro costruita su un bellissimo intreccio tra la chitarra di Andrew e il violino di Emily. La voce principale è quella di Andrew ma, come sempre accade nei brani dei Mandolin Orange, ad un certo punto, si unisce quella di Emily, in un unisono perfetto. In questo modo, certe parole e certe frasi assumono ancora più significato:  Just like an old friend, reach out to me/Bathe me in the light of understanding/ Try to help me to share the trouble/ But you`ve got burned and then you, then you can help me/ And in our time together, her memory will ever/ Shine like golden embers in the night.

Il secondo brano, The Wolves, è il terzo singolo estratto ed è stato pubblicato il 9 gennaio 2019.

Everything`s so great can`t get better, makes me wanna cry/ That I`ll go out howling at the moon tonight/ Yeah I`ll go out howling at the moon tonight.

L’uomo diventa lupo e l’ululato si trasforma nel simbolo della liberazione dal senso di oppressione e di dolore.

Nel terzo brano Into the Sun è la voce di Emily a trasportarci con estrema grazia attraverso il testo: Ain`t I got a fortune in nearing my end/ When I think of my family and all of my friends/ But the highway is empty, my keys handed in/ I`ve mend in my broken wing, my soul it begins.

Ritroviamo nuovamente il tema degli affetti e della famiglia. L’uomo è come un uccello che si eleva alto nel cielo, nel sole perché il sole calma, perché il sole è vita, il sole cura le ferite.

Lonely All The Time si discosta un po’ dall’anima folk del resto dei brani per assumere connotazioni tipicamente country. E’ un brano che parla della ricerca dell’amore, in tutte le sue forme, ma sempre con l’accento posto sulla famiglia.

Time We Made Time è la magica chiusura dell’album. Il testo lascia aperte molte riflessioni sul senso della vita: It`s time we made time just for talking/ It`s time we made time to heal/ But I know she`ll be there when I`m lonesome/ To tell me just how I feel.

A volte basterebbe solo lasciarsi alle spalle la frenesia della vita, la fretta, fermarsi un attimo e parlare.

L`album è stato pubblicato in una doppia versione: 2 CD (il primo per gli inediti e il secondo per i brani "tradizionali" – Sing And Play Traditionals -  oppure doppio vinile (1 LP "blue, light" contenente i dieci inediti e 1 EP "blue, translucent" con  brani "tradizionali").

In Sing And Play Traditionals  i Mandolin Orange propongono le cover di quattro brani della tradizione folk americana. Da segnalare Little Margaret cantata da Andrew come voce principale e caratterizzata da bellissimi virtuosismi al mandolino ma, soprattutto, Silver Dagger, canzone proposta da Joan Baez nell`album omonimo e che, in questa versione cantata da Emily, acquisisce, se possibile, ancora più intensità. Entrambe sono canzoni che parlano di amori contrastati, di persone che si amano ma che, per diversi motivi, non possono vivere il loro amore.

Gli altri due brani tradizionali sono Rolling Mills e I Just Think I`ll Go Away.

Tides of  a Teardrop è un album nato con uno scopo preciso, con dei testi e delle dinamiche che sono rappresentazione dell’urgenza di trasmettere un messaggio di perdita, di dolore, di morte ma, al tempo stesso, di speranza e rinascita.

E’ un album gentile, delicato, mai triste e che trasmette calore.

Interessante notare come, rispetto al precedente album Blindfaller, pubblicato nel 2016, ci sia stato un cambio di registro, non tanto nella forma ma proprio nella sostanza.

Blindfaller era nato con l’invenzione di un termine, derivato dall’unione di due parole, “Blind” e “Faller” che prese separatamente avrebbero assunto un significato totalmente diverso. Blindfaller identifica la natura distruttrice che si nasconde dentro di noi. La copertina dell’album, se osservata attentamente, è l’immagine dell’incendio di un bosco, di una foresta. E’ il simbolo della natura che si ribella.

Nella cover di Tides of Teardrop è l’acqua l’elemento principale, così come l’acqua è presente nel titolo: “tide”, infatti, significa “marea”. Anche una lacrima (teardrop), alla fine, è costituita da acqua.

Acqua e fuoco, distruzione e resurrezione, elementi in contraddizione apparente ma che mai, come nel caso dei Mandolin Orange, si uniscono e si completano.

Track List

  • CD1
  • Golden Embers
  • The Wolves
  • Into The Sun
  • Like You Used To
  • Mother Deer
  • Lonely All The Time
  • When She`s Feeling Blue
  • Late September
  • Suspended in Heaven
  • Time We Made Time
  • CD2
  • Sing And Play Traditionals
  • Little Margaret
  • Silver Dagger
  • Rolling Mills
  • I Just Think I`ll Go Away