Malagang<small></small>
− Italiana, Rock

Malagang

Malagang

2007 - Filottrano City Rockers Rec. / Goodfellas
25/06/2007 - di
Quando “il coraggio di dire basta” a tutte le ingiustizie del mondo e la speranza di un futuro migliore, libero da ogni forma di tirannia, si fanno così forti, gli animi ribelli s’accendono e l’unione si fa forza in un’unica voce che urla “rivolta”. Da questi presupposti nascono i Malagang, due anime ribelli unite in un’unica essenza musicale che ha come fine la speranza di continuare a lottare per le giuste cause.
Principali fautori del progetto Malagang sono quattro ragazzi d’Ancona (Alex, Zeb, Gugo Patchanka e Jerry Brigante) meglio conosciuti come i Malavida, ai quali s’aggiungono in seconda istanza due uomini, prima che musicisti, il cui spirito sovversivo ha segnato le pagine della “rivoluzione” in musica del nostro paese, in altre parole i fratelli Severini alias Gang. Due anime che si muovono nello stesso contesto, quello kombat, e che preferiscono condurre la propria lotta con le armi che più trovano congeniali: la musica. Un’arma micidiale che “spara canzoni che fanno male” all’animo di chi le ascolta perché colpiscono i sentimenti nell’intimo, scuotendolo e portandolo a reagire, affinché “in ogni angolo di questa terra si possa gridare alla “resurrezione ed all’insurrezione”, anche solo spirituale.
Un semplice progetto musicale caratterizzato dal sound più consono al combo anconetano, parabole sonore che si muovono facilmente su coordinate ska, punk e reggae, ovviamente con il giusto apporto kombat.
I Malavida si cimentano in brani scritti di pugno proprio come “Grazie”, “Fuck” e “Malavida”, e nelle re-interpretazioni di “Police & thieves” e “Straight to hell” dei Clash, uno dei gruppi a cui s’ispirano maggiormente. Fa eccezione il brano d’apertura, “Fottuta sfortuna”, scritto ed eseguito con i Gang, i quali lasciano il segno anche sui brani “Oltre”, “Kowalsky” e “Socialdemocrazia”, “perle” sintomatiche estratte proprio dal repertorio della storica band marchigiana.
Una battaglia musicale che la brigata Malagang non combatte da sola, a dargli una mano, in questo senso, ci pensano molti amici intenti a dare un sostanziale contributo al progetto sotto varie forme, tra cui troviamo altre anime ribelli come il Sigaro, il Picchio, Sandokan e Stefano Cecchi della Banda Bassotti, i “manovali del paradiso” (ndr).
Anche la copertina ha un suo dire e non ha bisogno d’alcuna spiegazione perché parla chiaro: tre colonnine di benzina, a richiamare importanti aziende petrolifere, vestite come soldati con del denaro ai piedi, mentre rievocano la simbologia delle “tre scimmiette”.
Da sottolineare la dedica del disco a Peppe De Birtina, a Joe Strummer e a Paolo Mozzicafreddo, batterista dei Gang recentemente scomparso.
“Questo grande freddo/ dai nostri cuori vedrai se n’andrà/ verrà un nuovo giorno/ e bruceremo queste città” (“Oltre”).

Track List

  • Fottuta sfortuna|
  • Grazie|
  • Straight to hell|
  • Socialdemocrazia|
  • Police & thieves|
  • Oltre|
  • Kowalsky|
  • Malavida