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Italiana − Alternative

Maisie

Maledette rockstar

2018 - Snowdonia dischi
12/09/2018 - di
I Maisie, formazione siciliana che ha fatto  il suo esordio nel 1998 con Maisie and the Incredible Strange Choir of Paracuwaii, per il doppio album Maledette Rockstar arrivano ad essere quindici (inclusi gli storici componenti Alberto Scotti e Cinzia Fauci) e ad avvalersi di ben settanta musicisti ospiti, tra cui Umberto Palazzo in Padre Pio Kung Fu master (Da PietrelCINA con furore) e Piotta in Hyperbaric Rendez-Vous.

A produrre questo caleidoscopio di titoli wertmulleriani, straripante sin dalla copertina, un mix tra la furia di Jacovitti e i freak in Dylan Dog, è stato chiamato Emiliano Rubbi, il quale, alla richiesta di scrivere una sorta di lettera di presentazione ha scritto: “Mi stanno chiedendo di presentare un doppio album di più di trenta brani in cui si passa in allegria e scioltezza da sonorità quasi Motown a roba volutamente fastidiosa, sporca, dissonante che manco il noise giapponese dei tardi anni ‘90”.

Ed in effetti questa succinta descrizione ben presenta questo lavoro post – punk nell’approccio, come Tristram Shandy , l’antiromanzo di  Laurence Sterne, in cui i Maisie conoscono benissimo le regole del gioco per scardinarle, dissacrando in un modo affilato ma che instilla dubbi. Ad esempio dopo aver ascoltato Certe notti in realtà si finisce col pensare che forse il bersaglio non sia Ligabue quanto le illusioni che ognuno si crea che da aiuto a vivere possono rivelarsi una trappola.

Maledette Rockstar è un disco in cui niente è come sembra. Un programma politico sintetico inefficace ma divertente ha una furia punk tale da renderlo quasi un divertissement. Siamo solo noi riecheggia Vasco Rossi solo nel titolo, perché non ha un suono rock trionfale e potente, comincia come una canzone d’amore sanremese, nei ritornelli sfiora i Baustelle per poi passare a Patti LaBelle ed approdare ai CCCP così rielaborati da essere irriconoscibili se non fosse per quello “Spara Jurij”. Il tema è quello del precariato, cantato anche nelle due versioni di Vincenzina e il call center, dove la Vincenzina di jannacciana memoria è entrata uscendo dalla fabbrica.

Padre Pio Kung Fu master (Da PietrelCINA con furore) ha il finale che tutti vorremmo vedere, con Padre Pio che diventa il Rocky dei vessati, tra la fiaba e il teatro popolare ed un sound che si vena di elettro – pop mentre al cantato si alternano particolari preghiere in siciliano (ascoltate e capirete il perché). C’è posto anche per un Gesù decisamente funkeggiante e sui generis (Gesù).

Maledette Rockstar è un disco da ascoltare più volte, andando ogni volta a fondo nelle sue stratificazioni e invenzioni.

Track List

  • 1. Benvenuti in paradiso
  • 2. Maledette rockstar
  • 3. Sono sempre i migliori che se ne vanno
  • 4. Dio è morto
  • 5. Madama Doré
  • 6. Io sono una rockstar
  • 7. Che fico!
  • 8. Vincenzina e il call center (versione uguale)
  • 9. Certe notti
  • 10. Un programma politico sintetico inefficace ma divertente
  • 11. Saggio breve di straordinaria sagacia
  • 12. Siamo solo noi
  • 13. Ammazza il corvaccio!
  • 14. Aria
  • 15. Folkpolitik (The Vittorio Sgarbi’s Torture Show)
  • 16. Donna pesce
  • 17. La canzone di Marinella
  • 18. Ruderi e macerie #3
  • 19. Wilma e il diavolo
  • 20. Il ragazzo della via Adriano
  • 21. Gesù
  • 22. Porno nel liceo degli orrori
  • 23. Ozzy ha un nuovo pantalone
  • 24. Padre Pio Kung Fu master (Da PietrelCINA con furore)
  • 25. Vincenzina e il call center (versione diversa)
  • 26. Dottor Marchionne mi dispiace doverle comunicare…
  • 27. L`atroce vendetta del nanetto Pingping
  • 28. Hyperbaric Rendez-Vous
  • 29. Morire a colazione
  • 30. La ballata della leggerezza
  • 31. War!