Half the perfect world<small></small>
− Cantautore, Jazz

Madeleine Peyroux

Half the perfect world

2006 - Rounder
04/10/2006 - di
Dopo la prova di fascino e qualità, comunque non eccellente, offerta con “Careless love”, ci si aspettava un gran disco da parte di Madeleine Peyroux. Un album in grado di fissarne la statura tra le grandi della canzone jazzata e magari di attirare a sé qualcuno in più della solita elitè di appassionati.
La Peyroux ci ha provato con tutte le sue forze cavalcando i consensi raccolti col precedente cd e sfruttando quelle che sono le possibilità della sua formula: ha portato avanti la collaborazione con Larry Klein, scrivendo, arrangiando e producendo con lui, ha scelto alcune cover adatte alle sue interpretazioni notturne e raffinate (Leonard Cohen, Tom Waits, Joni Mitchell, Serge Gainsbourg, Fred Neil e Charlie Chaplin) e ha invitato musicisti di classe tra cui Greg Leitsz e Larry Goldings. Così facendo ha finito però per produrre un calco del disco precedente: da una parte è da ammirarne la raffinata coerenza, ma dall’altra non si può che lamentarne una monotonia sin troppo evidente in alcuni passaggi, come nel non saper rinunciare al solito brano cantato in francese.
Presi uno per volta, i brani e i dischi della Peyroux, colpiscono per sensibilità e profondità, ma ascoltati nel loro insieme complessivo non si smuovono da un’atmosfera da jazz club a luci basse in orario di chiusura, con una donna affranta appoggiata al bancone del bar.
“Half the perfect world” ha comunque i suoi momenti di interesse in una “Everybody’s talkin’” rallentata fino a decantare e in una “Once in a while” appena più addolorata.
A parte il fatto che le cover (ben otto!) facilitano troppo il compito di comporre un disco, le interpretazioni risultano spesso laccate, pervase di una patina che è sì di qualità, ma rifinita fino a perdere in espressione. Gli interventi della celeste, di qualche arco, di una tromba e un duetto con K.D. Lang non bastano, anzi portano un’aria da club d’alto lignaggio, uno di quelli in cui ogni luce è studiata a tavolino e ogni consumazione offerta a caro prezzo. Come dire: la classe c’è, ma l’anima vive altrove.
La Peyroux sembra faccia di tutto per apparire una grande interprete appoggiando la voce su melodie sussurrate, strusciandola sui fili degli arrangiamenti, sempre pulita e calibrata come si deve ad una signor in abito da sera. Anche l’artwork la ritrae impeccabile, addirittura più bella di quanto sia in realtà, quasi a confermare che questo disco avrebbe richiesto un po’ meno trucco e mestiere.
Tra una bossa lenta, una spruzzata di blues e qualche tocco di swing, la Peyroux esercita ancora il suo fascino, ma comincia a risultare prevedibile.

Track List

  • I’m All Right|
  • The Summer Wind|
  • Blue Alert|
  • Everybody’s Talkin’|
  • River|
  • A Little Bit|
  • Once in a While|
  • (Looking for) The Heart of Saturday Night|
  • Half the Perfect World|
  • La Javanaise|
  • California Rain|
  • Smile

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