Careless love<small></small>
− Cantautore, Jazz

Madeleine Peyroux

Careless love

2004 - ROUNDER RECORDS
12/04/2005 - di
Madeleine Peyroux è l’ultima voce della canzone d’autore americana, diciamo di matrice jazz-blues, tanto per intenderci, diciamo di quel suono acustico da piccolo club a luci basse, con una voce avvolta nel fumo, nel rumore di pochi bicchieri, nelle carezze di un contrabbasso e nello strusciare di un paio di spazzole.
Diciamo ultima e non nuova, aggettivo che alla critica piace molto usare, ma che proprio non si può, perché questa cantante deve molto ad altre artiste prima di lei e perché lei stessa non può essere considerata una novità avendo già pubblicato.
Forse perché più di otto anni sono passati da “Dreamland” o forse perché in mezzo a troppe next big thing c’è ogni tanto bisogno di qualche voce più vera e più autorevole, fatto sta che questo disco della Peyroux è stato presentato e considerato come un lavoro in grado di fare la differenza.
E la differenza la fa, una differenza enorme rispetto alla quantità di dischi più o meno buoni che invadono il mercato, ma non una differenza rilevante rispetto a quegli artisti assunti come punto di riferimento o di paragone, Billie Holiday in primis.
Per quanto “Careless love” sia un disco colmo di emozione e di profondità, certi nomi andrebbero usati con più parsimonia. C’è una differenza sostanziale tra ascoltare Billie Holiday e ascoltare Madeleine Peyroux: le interpretazioni della Holiday erano tanto sofferte che facevano star male, che quasi davano fastidio, al punto che ancora adesso si fatica a reggere e ad ascoltare il suo pathos (e non so quanto lo si faccia). Quelle della Peyroux sono invece canzoni, canzoni che si ascoltano volentieri nella loro autenticità e nella loro eleganza. Ma mentre le prime prendevano una forma proprio perché soffrivano, una forma faticosa appunto dettata da una vita tragica, da un’arte tragica, queste sono suonate secondo un canone estetico, secondo uno stile che è ispirato ma che non è certo così drammaticamente vissuto.
Questo per dire che “Careless love” è un disco come non ne capitano tanti, ma è pur sempre un disco minore.
E come tale va gustato. Nei suoi arrangiamenti appena soffiati, nei suoi sospiri acustici e nel suo swing svenato da una tromba. Nella sua compostezza la Peyroux dimostra classe, tanto nella scelta delle cover quanto nel modo di interpretarle: da “Dance me to the end of love” il contrabbasso e il piano giocano al gatto col topo, come poi più avanti faranno con le spazzole, essenziali nel creare suggestivi richiami.
Ogni canzone è impregnata di una tensione romantica, che fa sognare fino a star male, fino anche a rendersi sottilmente prevedibile con l’immancabile pezzo cantato in francese.
Gli episodi migliori, quelli che davvero portano qualche brivido, sono quelli più cupi come “Between the bars” e “Weary blues”, ma anche quando compare un raggio di luce, come nella title-track, la Peyroux dimostra di essere al di sopra di tante colleghe cantautrici più zuccherate e erroneamente avvicinate al jazz.
Insomma “Careless love” è l’ideale per chi è abituato a spulciare nella massa, alla ricerca di un disco minore di cui innamorarsi.

Track List

  • Dance Me to the End of Love|
  • Don´t Wait Too Long|
  • Don´t Cry Baby|
  • You´re Gonna Make Me Lonesome When You Go|
  • Between the Bars|
  • No More|
  • Lonesome Road|
  • J´Ai Deux Amours|
  • Weary Blues|
  • I´ll Look Around|
  • Careless Love|
  • This Is Heaven to Me

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