I Masochisti<small></small>
Emergenti − Songwriting − folk, folk-rock

Losburla

I Masochisti

2013 - Libellula/Audioglobe
30/12/2013 - di
LOSBURLA E I SUOI MASOCHISTI: RITRATTO DISINCANTATO DI UNA GENERAZIONE

Il Po scorre lento e sornione, tagliando in due il centro della città di Torino; i Murazzi stanno a guardare ed un uomo nudo viene fotografato mentre si lancia nelle acque. Inizia così, con una piccola storia raccontata nella copertina, l’approccio con la prima opera discografica di Losburla, al secolo Roberto Sburlati, trentaduenne cantautore astigiano, ma torinese di adozione, un passato di bassista (nei Madam di Marco Notari) e di responsabile booking di un’agenzia di concerti (la Libellula music), che propone I masochisti, dieci brani che bruciano il cuore. Sonorità in bilico fra psichedelia e rock indipendente, voce corrosiva e ironica, testi potenti, ma che rivelano una tensione comunicativa assolutamente non autoreferenziale (come purtroppo accade in molti songwriters della sua generazione).

Le storie raccontate da Losburla possiedono una compattezza rara, un’efficacia che colpisce al primo ascolto, grazie non solo a scelte lessicali esplicite, che si rifanno al parlato e a certo slang giovanilistico (per demolirlo e criticarlo dal di dentro), ma anche a una ricerca espressiva sui testi, ricchi di metafore e giochi di parole, che aggiungono ulteriore musicalità al tutto.

Piccole storie di un Piemonte deragliato, specchio di un’Italia vuota di valori, cinica, superficiale e volgare, eppure inaspettatamente capace di guardarsi dentro con disincantata pietà, per scoprire verità essenziali (come nella perla Regionale AT – TO) o per scompaginare le false certezze di una società arroccata su egoismi di vario segno (Dilettanti (San Salvario salva) su tutti, invettiva efficacissima contro le pose artefatte dei sedicenti anticonformisti, spesso più intrisi di conformismo degli altri). Una galleria di ritratti imperniati sulla modernità (e Moderno è proprio il titolo di uno dei pezzi più riusciti), vista da un’ottica straniante, che smaschera gli autoinganni della nostra età.

E, se la voce oscilla fra un Vasco Brondi e un Dario Brunori, gli arrangiamenti di Luca Cognetti (Eskinzo, Marco Notari & Madam, Mambassa) e di Andrea Bergesi si ispirano al meglio della scena indie non solo italiana, e danno ulteriore spessore ad un disco compatto, teso, che richiede un ascolto attento, che lascia nell’ascoltatore non solo amarezza fine a se stessa, ma anche rabbia e voglia di dismettere i propri panni di masochista, che gode nel soffrire, e iniziare a cambiare, sul serio, e per sempre.

Track List

  • L’imbucato
  • Dilettanti (San Salvario Salva)
  • Regionale AT-TO
  • Amaro
  • Il mio processo di beatificazione
  • Letteratura
  • Moderno
  • Rossetto
  • Senti questo cane come abbaia
  • I masochisti

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