Native Sons<small></small>
Americana • Rock

Los Lobos Native Sons

2021 - New West Records

05/08/2021 di Marcello Matranga

#Los Lobos#Americana#Rock

Ci sono gruppi che raramente tradiscono le aspettative. Può capitare, certo, ma finisce con passare come un fattore episodico. Con i Los Lobos molti di noi ci sono cresciuti, passando per dischi memorabili come How Will The Wolf Survive?, La Pistola y El Corazon, Kiko, The Town And The City, o concerti rimasti indimenticabili. Questo nuovo Native Sons rischia di collocarsi sulla scia dei dischi precedentemente citati. Intanto è un progetto intrigante. Pensare un album come se fosse una dichiarazione d'amore può essere semplice. Ma se questa dichiarazione è dedicata alla città, in questo caso Los Angeles, che ti ha visto nascere e crescere, sposta l'angolo di lettura e di percezione, perchè se da un lato circoscrive i confini entro i quali ci si muoverà, dall'altra offre un songbook talmente sterminato e ricco, da lasciarti la percezione (appunto!) che da musicisti tanto preparati quali sono i nostir, non potrà che venire fuori qualcosa di estremamente intrigante.

Basta quindi lasciarsi cullare dalle canzoni, in qualche caso celeberrime come For What It's Worth dei Buffalo Springfied, uno dei pezzi più rilevanti ed influenti della storia del Rock, o Jamaica Say You Will di Jackson Browne, ma che tende a riservare soprese maggiori su tutto il resto, che, in alcuni casi risulta essere una vera e propria scoperta, o una riscoperta a seconda di quanto siate stati addentro al sound che si muoveva a LA a partire dalla fine degli anni 40 del secolo scorso. Ed un immersione che tonifica e rivaluta anche ascolti di dischi pescati dal passato che sono arrivati per vie talvolta traverse nelle nostre discoteche personali. 

A titolo personale non posso non citare la versione di Dichoso di Willie Bobo che era su un disco acquistato per caso anni fa, Feelin' So Good, che mai avrei pensato avrebbe potuto essere oggetto di una rivisatazione da parte dei Lobos. Ed invece eccola qui riproposta in versione molto aderente all'originale, con l'unica differenza della voce, che nel caso di Bobo era decisamente profonda. Il resto delle canzoni di questo album sono estremamente gradevoli e meritano di essere ascoltate. La track list parla da sola, ma piace sottolineare l'omaggio ai Blasters, con il ricordo di uno show alla fine del quale la band disse a Phil Alvin "Hey siamo una band che viene da East LA", e Alvin di rimando "Anche noi veniamo da East LA". Nacque amicizia e rispetto reciproco che portò i Blasters a voler i Lobos ad aprire al Whiskey A Go Go. Flap Top Joint è l'omaggio dei nostri al gruppo di Dave e Phil Alvin. 

Chiusura spettacolare con Where Lovers Go, un pezzo strumentale del 1965 in puro stile Soul Chicano di Mario Paniagua, che fu road manager dei Lobos. Chi fosse Mario non lo sapevano i lupi, ma lo scoprirono quando iniziarono a chiacchierare di una band chiamata The Jaguars nella quale Mario aveva militato. Come riportano le note del prezioso booklet allegato, questa canzone è il modo migliore per salutare da parte dei musicisti. Per noi per sperare di vedere uscire un secondo volume.

Grande bel disco!!

Track List

  • Love Special Delivery
  • Misery
  • Bluebird / For What It`s Worth
  • Los Chucos Suaves
  • Jamaica Say You Will
  • Never No More
  • Native Son
  • Farmer John
  • Dicono
  • Sai On, Sailor
  • The World Is A Ghetto
  • Flat Top John
  • Where Lovers Go

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