Good morning aztlan<small></small>
Americana

Los Lobos Good morning aztlan

2002 - MAMMOTH RECORDS

25/09/2002 di Christian Verzeletti

#Los Lobos#Americana

Le creature che attraversano il confine tra gli Stati Uniti e il Messico sono di difficile definizione per via delle loro condizioni precarie e della loro natura meticcia: alcune sono di origine animale, altre di provenienza umana, ma ce ne sono anche di più aleatorie, che non sottostanno a nessun controllo. Questi inafferrabili esseri sono il pensiero stesso di quel popolo in continuo esilio tra la Città degli Angeli e la Città del Messico, sono il risultato e la causa delle quotidiane migrazioni.
La musica dei Los Lobos è una di queste creature immateriali, poiché non solo è simbolo di questi spostamenti, ma essa stessa valica e viola continuamente il confine posto tra i due stati, tra le due culture. A quanto pare David Hidalgo e compagni si portano dentro tutta la precarietà e l´istintività di questa umanità mai riconosciuta, dal momento che provano pochissimo, fanno un disco ogni tre/quattro anni e suonano sempre come fossero bestie affamate.
"Good morning Aztlan", già dal titolo, indica la zona a sudovest degli Stati Uniti, abitata dai Chicanos, fino a risalire alla patria ancestrale precolombiana, e ci mette di fronte a un suono bastardo, capace di avanzare con la sincronia minacciosa di un branco animale e poi di languire di passione nelle notti di luna piena. Va detto che David Hidalgo, Cesar Rosas, Steve Berlin e Louie Perez, conoscono ormai ogni angolo di queste terre, eppure continuano ad attraversarle con gli occhi ben aperti, aiutati da qualche amico. Stavolta con loro ci sono Pete Thomas (batteria e percussioni), Bucky Baxter (pedal steel guitar), più qualche altro personaggio di origini sudamericane che fa sentire la sua voce clandestina. Nel disco c´è la storia di "Tony & Maria", marito e moglie separati dal confine e da un amore difficile, c´è la sensualità di "Maria Christina" e c´è la passione che anima ogni Mariachi: un bisogno disperato di vita e di amore espresso con un soul drammatico, fortemente latino. E i Los Lobos sono tra i pochi che sanno suonare veramente latinoamericani senza far pensare ai pettorali di Antonio Banderas o al sorriso di Ricky Martin: riescono ad usare una spanish guitar senza risultare assolutamente melensi e a far muovere con percussioni che incrociano ritmi di tutto il Centro America fino alla Colombia.
"Done gone blue" è un rock bastardo, carico di swing , "Luz de mi vida" è una ballata fatta di sole e promesse, mentre "Malàque" ha il tempo dei migliori son cubani.
Ci si può anche divertire sugli strumenti, godendosi il sax di Steve Berlin, la melodica di David Hidalgo o con l´arpa di Fermin Herrera, ma in fondo, sia che suonino dei rock´n´roll serrattisimi ("Good morning Aztlan", "Get to this") o delle ballatone in cui ricostruiscono il soul ("What in the world", "Round & round"), i Los Lobos trasmettono sempre tanto calore da far sudare. Questo disco non avrà i guizzi geniali che avevano reso "Kiko" e "This time" dei capolavori assoluti, ma possiede ancora la forza di chi vuole riuscire a vivere ad ogni costo.


Discografia:

… AND A TIME TO DANCE 1983, SLASH RECORDS
HOW WILL THE WOLF SURVIVE? 1984, SLASH / WARNER
BY THE LIGHT OF THE MOON 1987, SLASH / WARNER
LA PISTOLA Y EL CORAZON 1988, SLASH / WARNER
THE NEIGHBORHOOD 1990, SLASH / WARNER
KIKO 1992, SLASH / WARNER
JUST ANOTHER BAND FROM EAST L.A. 1993, SLASH / WARNER
COLOSSAL HEAD 1996, WARNER
THIS TIME 1999, HOLLYWOOD RECORDS
EL CANCIONERO 2000, RHINO / WARNER
GOOD MORNING AZTLAN 2002, MAMMOTH RECORDS

Track List

  • Done Gone Blue|
  • Hearts Of Stone|
  • Luz De Mi Vida|
  • Good Morning Aztlan|
  • The Big Ranch|
  • The Word|
  • Malaqúe|
  • Tony & Maria|
  • Get To This|
  • Maria Christina|
  • What In The World|
  • Round & Round

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