Eneide di kripton<small></small>
− Italiana, New-Wave

Litfiba

Eneide di kripton

1983 -
05/09/2003 - di
Lavoro ambizioso dei Litfiba, che dopo alcune esibizioni dal vivo (Prato ’81, Rionero ‘82), avevano nel 1983 un solo lavoro all’attivo (Litfiba 1982), album contenente, oltre tre brani in inglese, le splendide Luna e Guerra che successivamente troveranno spazio in album come Desaparecido e Aprite i vostri occhi.
Gruppo formatosi nel capoluogo toscano in una vecchia cantina di via de’ Bardi, come tutti ormai sapranno, i Litfiba erano considerati un gruppo dark con influenze new wave (lo stesso Aiazzi mi ha confessato alcuni anni fa che Firenze era una città in fermento soprattutto dal punto di vista musicale, un ritrovo dove confluivano molti artisti che offrivano le proprie esperienze).
La formazione atipica di questo album (manca De Palma sostituito da Trambusti) confeziona una perfetta colonna sonora per uno spettacolo della compagnia teatrale dei Kripton (l’Eneide) dove la voce del leader Pelù è presente solo per brevi istanti del Racconto di Enea.
Batteria elettronica condita da percussioni magistrali, chitarre minimali ma di effetto sono le degne cornici degli strumenti di due autentici maestri quali Aiazzi (tastiere) e Maroccolo (basso).
Già da “La tempesta” i sintetizzatori di Antonio prendono le redini dell’album regalando lampi e tuoni “elettronici” per tutta la durata del pezzo che introduce la track numero 2 che si apre con il suono di gabbiani campionato sul dolce rumore di sottofondo del mare.
Ecco che prende vita il basso di Gianni, suonato non convenzionalmente con le dita ma con il plettro che dona allo strumento un suono metallico, deciso nonché possente, suono reso ancora più ricco dai numerosi effetti con il quale viene usato (phaser e delay su tutti).
Il lato b che tra l’altro offre la Battaglia, brano che i Litfiba riproporranno in versione live in alcuni concerti (es. Berlino 24-6-84) con il nome de La battaglia sacra, si apre con l’inaspettata voce di Pelù: -Tu vuoi, tu vuoi, tu vuoi regina, che un dolore, che un dolore, che un dolore, che un dolore invincibile, rinnovi, in questa notte placida. Narrando come il troiano sventurato regno, e d´ilio il fiore, i greci abbiano distrutto, e, quelle infelicissime vicende ch´io stesso vidi e di che fui grande parte e di che fui grande parte......-.
Versi mitologici che durano pochi secondi quasi a lasciar spazio alle deliziose tastiere, e successivamente a tutti gli altri strumenti che riaprono “il libro” laddove avevamo interrotto la lettura.

Track List

  • La tempesta|Approdo sulle coste della Libia|Il racconto di Enea|L’incontro d’amore|La battaglia|Il Canto dei Latini