Lullaby for liquid pig<small></small>
− Pop, Americana

Lisa Germano

Lullaby for liquid pig

2003 - IMUSIC / BMG
18/09/2003 - di
Lisa Germano è nota ai più attenti per le sue apparizioni nei dischi di Peter Gabriel, David Bowie, John Mellencamp, Neil Finn. Il suo talento strumentale le ha permesso di ritagliarsi un ruolo preciso, ben oltre le solite fugaci apparizioni femminili come corista o come comparsa in un duetto.
Lisa non si è limitata ad offrire prestazioni, ma ha sempre portato talento e personalità, facendo sentire la propria voce in modo discreto, netto. Anche quando ha contribuito con un piccolo cameo, ha lasciato il segno: più intimista che virtuosa, più spirituale che tecnica, si è distinta per la capacità di toccare l’anima della canzone.
Volendo fare un raffronto con il mondo del rock maschile, la si potrebbe paragonare a quel Daniel Lanois, ispirato suggeritore di U2 e Peter Gabriel, con ombre e strusci poi raccolti in un suo suono ben riconoscibile. Certo, la Germano non ha lo stesso carisma direttivo e istrionico, ma si sta orientando con ipnotica fermezza verso una forma che solo a lei appartiene.
“Lullaby for liquid pig” raccoglie dodici canzoni, suonate quando il sole sorge su chi non ha ceduto al sonno per affrontare i propri demoni. Più che di Neil Finn e di Johnny Marr, è la presenza di Butch ad emergere: l’ex batterista degli Eels orienta il disco verso un indie-pop minimale ed onirico.
“Liquid pig” e “Pearls” filtrano gli effetti del pop moderno con la luce mattutina della voce di Lisa: canto e scrittura cercano la sospensione e il sussurro, elementi che Lisa deve portarsi appresso dai tempi delle favole ascoltate con tremore durante l’infanzia.
Non c’è bisogno di assoli o di arrangiamenti pieni, bastano le note distanziate di un piano, il movimento in punta di piedi di un’arpa o il lamento timido di una viola per suggerire passaggi orchestrali.
Le canzoni della Germano sono solo apparentemente fragili, forse per via di quel pregiudizio con cui ancora accogliamo le voci femminili: “It’s party time” suona come una ballata dei migliori R.E.M. e “Candy” ha il canto di una Bjork meno sbarazzina.
“Lullaby for liquid pig” potrebbe essere la controfigura femminile e materna degli Eels, con le sue propensioni leggermente psichedeliche, con giochi di luce che non si sa se provengono dalla notte o dal giorno.
Ma questo disco appartiene a Lisa Germano, al di là di ogni paragone. E non è detto che un giorno impareremo a riconoscere la sua voce fra tante.

Track List

  • Nobody’s playing|
  • Paper doll|
  • Liquid pig|
  • Pearls|
  • Candy|
  • Dream glasses off|
  • From a shell|
  • It’s party time|
  • All the pretty lies|
  • Lullaby for liquid pig|
  • Into the night|
  • ... to dream