Stereo Blues vol.1: Punk Collection<small></small>
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Lilith & The Sinnersaints

Stereo Blues vol.1: Punk Collection

2013 - Alpha South Records/Audioglobe
04/02/2014 - di
 

Rita Oberti, in arte Lilith, ha una lunga storia musicale iniziata nel 1981 a soli 15 anni  con una delle più importanti rock band underground italiane, i Not Moving, autori di 4 interessanti album e di una manciata di EP che hanno segnato la storia della musica indipendente negli anni ‘80, e proseguita con un’intensa attività solistica dal 1988 che ci ha regalato alcuni interessanti album con sonorità più acustiche e blues. Dopo una breve re-union con i Not Moving, nel 2007 nasce il nuovo gruppo Lilith & The Sinnersaints che ha pubblicato tre album,  di cui l’ultimo è l’ottimo A kind of blues uscito lo scorso anno.

Il nuovo lavoro, Stereo blues Vol. 1 : Punk collection, è un EP di quattro cover che è un tributo ad alcuni brani, non tra i più famosi, della musica punk-rock.

Il disco, che esce in un contenitore di metallo in edizione limitata e numerata, fa parte di un progetto più ampio  di quattro EP di tributi a generi ed artisti vari che alla fine saranno racchiusi in uno speciale cofanetto, ovviamente di metallo. 

I brani scelti, tutti di fine anni ’70, l’epoca d’oro del punk-rock, sono qui rivisitati con la sensibilità dell’artista e della band in maniera particolare tra garage, blues, rock e gospel.

Si comincia con Sailing on  brano originale dei Bad Brains, band hardcore di Washington, che qui dura più del doppio della versione originale di due minuti e che viene suonata in una versione molto più morbida, quasi blues ma sempre inquietante. Si prosegue con I’m stranded, singolo d’esordio del 1976 della band australiana Saints, qui in versione più lenta e con sapori roots.

See no evil, prima traccia di quel disco capolavoro che è Marquee moon dei Television, è la traccia più fedele all’originale, acida e rabbiosa, mentre The sound of Sinners, dall’album Sandinista dei Clash,  con un piano in evidenza, qui è incredibilmente in versione rockabilly e con tanto di cori gospel!

Ma non è finita, in coda all’ultimo brano c’è una breve ghost track, Blank generation, inno e omaggio a Richard Hell & Voivods, a rimarcare le radici punk-rock.

Voce magnetica, grinta, carismatica presenza sul palco Lilith, con la sua band The Sinnersaints, si conferma come una delle voci più significative  del rock indipendente italiano.

Non lasciatevi scappare il disco, 300 copie soltanto, un sicuro collector’s item.

Track List

  • Sailing on
  • (I’m) stranded
  • See no evil
  • The sound of Sinners - Blank generation (ghost track)