New skin for the old ceremony<small></small>
Rock Internazionale

Leonard Cohen

New skin for the old ceremony

1974 - Columbia Sony
14/01/2008 - di
Leonard Cohen, nato a Montreal nel 1934, pubblica i suoi primi romanzi, "The favourite game" e “Beautiful Losers", negli anni ’60 in Grecia, dove si era provvisoriamente trasferito. Nel suo quarto libro di poesie, "The Parasites of Heaven", che viene dato alle stampe nel 1966, compare anche “Suzanne”, testo che Judy Collins fa subito suo per includerlo nell’album “In My Life”. Nel seguente, “Wildflowers”, le canzoni firmate da Cohen sono addirittura tre: “Sisters Of Mercy”, “Priests” ed “Hey, That’s No Way To Say Goodbye”. Di lì a poco, nel gennaio del 1968, grazie soprattutto all’incoraggiamento del mitico John Hammond, Cohen decide finalmente di far sentire anche la sua voce e pubblica “The Songs of Leonard Cohen”, il suo primo capolavoro.
Inizia così la carriera di uno straordinario cantautore (tra i più importanti per almeno vent’anni, sicuramente fino a “I’m your man” del 1988) che trova nello spessore lirico e nella calda ugola la forza delle sue canzoni.
Nel 1974 il canadese ci regala “New Skin For The Old Ceremony”, un altro grandissimo album, il quarto di soli inediti. Rispetto al passato la vera novità è una maggiore ricchezza dei suoni; la strumentazione può infatti vantare un cospicuo contributo di mandolini, viole, fiati e percussioni. Non solo: il canto di Cohen, dopo la lunga e travagliata storia d’amore con Marianne Jensen, si fa più accorato e passionale. A influenzarlo, a ispirarlo fortemente, il lungo periodo trascorso al Chelsea Hotel di New York, dove incontra Janis Joplin e perfino la Nico dei Velvet che gli fece perdere inutilmente il cuore.
Il disco inizia però con i fantasmi del passato, che si riversano in “Is This What You Wanted”, che ancora aleggiano nell’amara dolcezza di “Chelsea Hotel # 2” e solo in “Lover Lover Lover” sembrano volare via. Poi Cohen regala anche (auto)ironia con la superba “Field Commander Cohen”, canzone che molti anni più tardi, nel 2001, darà il titolo anche a un disco che riprenderà un live del 1979. Qui, invece, arrivano ancora una bellissima pallottola d’amore, “There Is a War”, la notturna e funerea ballata “A Singer Must Die” e la vibrante “Who By Fire”.
Se cercate un disco che canti con struggente poesia le miserie (tante e avvolte nel buio più nero) e gli splendori (pochi ma di luce travolgente) dell’amore tra uomo e donna, non potete fare a meno di questo disco. Indispensabile fino all’ultima goccia del sangue che scorre nelle note di “Leaving Green Sleeves”.

Track List

  • Is This What You Wanted |
  • Chelsea Hotel|
  • Lover Lover Lover|
  • Field Commander Cohen|
  • Why Don´t You Try|
  • There Is A War|
  • A Singer Must Die|
  • I Tried To Leave You|
  • Who By Fire|
  • Take This Longing|
  • Leaving Green Sleeves

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