The Lookout<small></small>
Americana − Songwriting − Folk

Laura Veirs

The Lookout

2018 - Bella Union
09/05/2018 - di
A nostro modesto parere  Laura Veirs non ha ancora ricevuto lodi e stima  come meriterebbe e ci chiediamo quanti altri bellissimi album come questo The Lookout deve ancora sfornare per un giusto riconoscimento planetario.
Se escludiamo per un attimo gli States, che pure rappresentano un numero di ascoltatori non indifferente, da noi in Europa non è che la ragazza di Colorado Spring abbia così tanti estimatori rispetto alle sue immense risorse artistiche. Va pure sottolineato che dopo gli anni settanta questa del nuovo millennio è la più straordinaria nidiata di cantautrici che la storia del rock ricordi. Sono talmente tante le nuovi voci e interpreti femminili da rendere inutile elencarle tutte, su queste pagine e altrove le abbiamo nominate talmente tante volte che con un po` di buona volontà siete in grado di riconoscere le migliori.
Laura Veirs non è più una sorpresa, questo è ovvio, non tanto per la carta d`identità che ci ricorda dei suoi 44 anni, ma per aver sfornato una serie impressionante di ottimi album, dieci per la precisione ad iniziare dall`acerbo debutto del 1999.
Mai un calo d`ispirazione, mai una caduta di stile, grazie a una facilità di scrittura rara ed alla costante presenza al suo fianco del grande produttore nonché marito Tucker Martine, già all`opera con il meglio della scena indipendente a stelle e strisce.
The Lookout è un nuovo centro pieno per Laura, sullo stesso ottimo livello del precedente Warp & Theft e del disco con le amiche Neko Case e K.D.Lang.
E` un album che parla del caos seguito alle burrascose elezioni Usa e delle tristi divisioni razziali che ancora infestano la nazione del sogno americano. Nella presentazione si parla di concept album sulla fragilità delle cose preziose.
E fragili e delicate sono queste 12 canzoni dove la meravigliosa e cristallina voce della Veirs fa la differenza insieme ai perfetti arrangiamenti di Martine. Difficile dire se questo è il suo disco migliore, fatto sta che Laura non finisce di stupirci e ci regala sempre brividi ed emozioni.
Sarebbe pure difficile nonché inutile estrapolare le tracce migliori da un disco così, aperto in maniera impeccabile con Margaret Sands e seguito da Everybody Needs You scelto non casualmente come singolo apripista.
Che dire del duetto con Sufjan Stevens di Watch Fire, di songs cristalline come Seven Falls, Heavy Petals e The Meadow, tutta roba di prima qualità. Ci sono anche le atmosfere orientali di When It Grows Darkest, una delle vette di tutto il disco. Ci sarebbe infine da parlare del ripescaggio della favolosa Mountains of the Moon che stava sul terzo Grateful Dead, Aoxomoxoa (1969). Laura Veirs si dimostra grande anche come interprete visto che la sua parte vocale è davvero da brividi, ben coadiuvata da Jim James dei Morning Jacket, così come la bella parte strumentale, visto che va a confrontarsi con quella del formidabile gruppo di Frisco. 4 minuti davvero intensi.
Le dodici tracce che compongono The Lookout sono frutto del lavoro giornaliero presso lo studio di Portland, Oregon, del perfezionismo della Veirs, che ricorda come 20 anni fa non avrebbe mai sognato di ripetere più volte  la stessa song per trovare la versione definitiva. E qui il lavoro di convincimento è gran parte merito del marito Tucker Martine, da sempre molto richiesto per la professionalità e l`alto livello delle sue produzioni.
The Lookout lo troveremo sicuramente fra le cose migliori di questo 2018, adesso tocca alle colleghe di Laura Veirs dimostrarsi altrettanto brave, mentre a noi non resta che sperare in qualche esibizione a sorpresa anche nella nostra Europa, meglio se in Italia.

 

Track List

  • Margaret Sands
  • Everybody Needs You
  • Seven Falls
  • Mountains of the Moon
  • Watch Fire
  • Heavy Petals
  • The Lookout
  • The Meadow
  • The Canyon
  • Lightning Rod
  • When It Grows Darkest
  • Zozobra