If You Lose Your Light<small></small>
Americana − Songwriting − Folk

Kreg Viesselman

If You Lose Your Light

2013 - Continental Song City / IRD
09/02/2014 - di
La Norvegia come possibile terra d’elezione dei songwriters americani non sufficientemente apprezzati in patria?

Un’ipotesi che – dopo l’illustre precedente di Eric Andersen (e senza trascurare il bellissimo Aztec Jazz, il live album di Tom Russell registrato a Halden con il supporto della Norwegian Wind Ensemble) – sembrerebbe trovare conferma nelle vicende personali e musicali di Kreg Viesselman.

Nativo del Minnesota (come un certo Bob Dylan, volendo proseguire nella ricerca di possibili analogie su base geografica), dopo l’omonimo album di debutto pubblicato nel 2002, Viesselman si era imposto all’attenzione della scena musicale nel 2006 con The Pull, indubbiamente tra i migliori esempi del songwriting a stelle e strisce del nuovo millennio.

Nonostante la buona accoglienza riservata al disco da parte della critica internazionale e da qualche collega musicista (lapidario, al riguardo, il grande vecchio Taj Mahal: “The guy is good. He is writing some great stuff”), Viesselman sparisce dalla scena, si trasferisce in Europa e riappare on stage solo nel 2012 in un club di Oslo, suscitando l’entusiasmo della locale sezione della Columbia/Sony che gli offre la possibilità di tornare ad incidere.

“If You Lose Your Light” è il risultato di questa nuova opportunità nella carriera musicale di Kreg Viesselman, registrato con il supporto di un terzetto di musicisti norvegesi - Sondre Meisfjord al contrabbasso e al basso elettrico, Øysten Hvamen Rasmussen alla batteria e Bjarne Gustavsen al piano – con l’aggiunta della voce femminile di Anne Lise Frøkedal.

Addirittura scontato, volendo giocare con il titolo dell’album, affermare che, nonostante la prolungata assenze dalle scene, Viesselman non ha affatto smarrito la sua luce e che il nuovo lavoro conferma in pieno l’ottima impressione suscitata dal precedente The Pull, di cui riprende anche la semplice – ma straordinariamente efficace – formula espressiva basata su un sound acustico con chitarra e piano in evidenza.

Due gli elementi di forza del disco: la capacità di scrittura di Kreg Viesselman che, anche in questo nuovo lavoro, partorisce una serie di melodie di indubbia bellezza e, soprattutto, la sua inconfondibile voce caratterizzata da inflessioni di chiara derivazione soul che crea un’affascinante e personalissima miscela con l’impostazione sostanzialmente folk delle sue canzoni.

Dieci, invece, i brani che compongono l’album - aperto da If You Think You Knew Me Once, edita anche in versione video a far da traino all’album – di un livello qualitativo decisamente omogeneo, con la conseguente difficoltà di individuare i pezzi migliori, se non affidandosi al proprio gusto personale.

Piacciono in particolare Half Baked News contraddistinta da cori che più che ai fiordi norvegesi rimandano a certe atmosfere West Coast e Morning, Come & Help Me, in cui i ritmi si alzano un po` rispetto al mood complessivamente assai rilassato dell’album.

Particolarmente accattivanti la melodia e l’arpeggio chitarristico di Tin Cups (unico brano in cui Sondre Meisfjord si cimenta alla chitarra), mentre la voce di Anne Lise Frøkedal emerge in bella evidenza in Emigration e ancor più in Nantucket Women, quasi un duetto tra lei e Viesselman.

Un sognante ritmo di valzer caratterizza invece Freeze of Life, mentre la conclusione è affidata all`intensa The Well.

Un ritorno particolarmente riuscito, quindi: resta solo da esprimere la speranza di non dover aspettare altri sette anni per ascoltare il prossimo album di Kreg Viesselman.

Track List

  • If You Think You Knew Me Once
  • Half Baked News
  • Morning, Come & Help Me
  • The Great Deceiver
  • Tin Cups
  • Emigration
  • If You Lose Your Light
  • Freeze Of Life
  • Nantucket Women
  • The Well

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