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Jazz Blues Black − Jazz − post rock

Knup Trio

Knup!

2016 - Emme produzione musicali
22/07/2016 - di
Anche in Italia si possono trovare realtà artisticamente interessanti, capaci di osare in territori musicali non troppo battuti e conosciuti.

La conferma la possiamo trovare oggi stesso con l’album di esordio Knup! (Emme produzioni musicali) del Knup Trio, realizzato dopo un anno di intenso lavoro,  caratterizzato dal personale spirito creativo di tre musicisti romani che raccolgono e frullano i frutti delle loro diverse esperienze passate (classica, rock, musica sperimentale) ma anche della loro pregevole preparazione jazz;  Fabrizo Boffi (pianoforte), Francesco De Palma (contrabbasso), Emanuele Tomasi (batteria), strumenti elettrici, effetti elettronici e multitrack recording: questi gli ingredienti inusuali e intriganti di un progetto strumentale coraggioso ma, come vedremo, decisamente accessibile.

In questo disco dove si alternano qualità compositive e di libera improvvisazione, c’è la voglia di sperimentare ma anche di essere fruibili e di trovare quell’alchimia naturale che possa inglobare in modo ispirato generi diversi come jazz rock, fusion, rock, noise, post rock, elettronica e prog. 

L’ottimo brano d’apertura Coniglio bianco sintetizza subito il loro stile, con passo marziale, tono aggressivo, atmosfere urbane, bella improvvisazione di piano in un crescendo emotivo sospeso tra solennità e dramma. L’ordine delle cose parte in modo incantatorio, poi accellera le frequenze, puntando ad atmosfere post rock di indubbio fascino; per il pianismo (spesso a quattro mani) e le progressioni ritmiche sembra di ascoltare il minimalismo classico di Wim Mertens arrangiato dai Tortoise, mica poco. Punk si poggia sul ritmo sostenuto e sinistro di Emanuele Tomasi, quasi come se i Prodigy si reincarnassero in un trio jazz mentre l’oasi romantica e metropolitana di  Saturday, ritmicamente abbastanza banale ( tum tum cha, tum tum cha), mette però in luce una melodia raffinata giocata sulla pregevole sensibilità pianistica di Fabrizio Boffi.

Film però cambia passo, si eleva a pezzo maggiore, accentua i toni, li rende più rock e aggressivi, li alterna a cascate di note pianistiche e intriganti sibili elettronici, le sonorità sono più lineari ma più complesse nel suo insieme, la batteria perfettamente in sincrono con l’atmosfera sospinta da sussulti emotivi dispersi tra feedback chitarristici e sospiri futuristi. Pezzo centrale e probabilmente capolavoro del disco.

Il post rock meticcio (jazzato) del Knup Trio porta con se diversi episodi che ci inducono a riascoltare e approfondire, un magnetico disco “globale” intriso di contaminazioni che devono le loro ispirazioni tanto alla tradizione jazz e all’espressività americana quanto al modernismo metropolitano e alla melodia europea, il tutto sospeso tra slanci emotivi, alienazione e romanticismo.

Il pezzo omonimo Knup! ripresenta ritmi sincopati e accelerati con pause estatiche, l’atmosfera soundtrack si perfeziona, prende forma con l’intensità e le ripetizioni di una trance modernista, il synth alimenta il sottofondo e l’intensità fino allo stacco,  altro pezzo cardine. Se le impalcature fusion di Waiting for a call e la breve America si rivelano episodi di minor interesse, Kira sorprende ancora, mostrando il lato punk/grunge del trio, ma anche quello più sperimentale, brano che si divide tra tensione e incanto, dramma e nostalgia, sospeso su un fiorire di costruzioni armoniche; gli strumenti si elevano in progressione, di intensità, un cerchio di sonorità ed emozioni legate ad una personalità  musicale ben distinta. Notevole.

Il finale di Mister Jack è ancora sorprendente, caotico, dirompente, vitale e malinconico al tempo stesso, incapace di evolvere ma solo di dissolversi nel feedback delirante e rumorista fino al duetto di note pianistiche e batteria cadenzata che pongono fine ad un disco che, pur tra luci e ombre, per i suoi ambiziosi intenti merita di essere posto tra i dischi italiani più interessanti di questo periodo.

Knup! è un disco artisticamente/musicalmente davvero pregevole, una colonna sonora suggestiva, in certi aspetti quasi ideale per le torride, immobili, quasi metafisiche giornate estive; ovviamente consigliato in particolare agli appassionati di jazz rock, post rock e sperimentazione ma anche ad ogni vero appassionato di musica a 360 gradi.

Track List

  • Coniglio bianco
  • L’ordine delle cose
  • Punk
  • Saturday
  • Film
  • Waiting for a call
  • Knup!
  • America
  • Kira
  • Mister Jack