10 days out (blues from the backroads)<small></small>
− Blues

Kenny Wayne Shepherd

10 days out (blues from the backroads)

2007 - Reprise / Warner
10/05/2007 - di
Dopo aver incantato la critica esordendo all’età di soli diciotto anni, Kenny Wayne Shepherd sembrava rimasto vittima delle sue stesse doti di ragazzino prodigio: chitarrista virtuoso e nerboruto, ha rischiato di passare per uno dei tanti emuli di Stenie Ray Vaughan e di restare confinato tra le ultime generazioni di axeman pseudo-blues (Johnny Lang, Joe Bonamassa ecc.).
Con questo disco dal vivo è invece riuscito a recuperare un passo blues, spesso sacrificato a vantaggio di assoli elettrici ed eccentrici: a bordo di un pullman professionalmente attrezzato e con alle spalle la sezione ritmica dei Double Trouble, questo giovane belloccio dal capello biondo si è messo in viaggio per dieci giorni no-stop andando a suonare con leggende del blues ma anche con musicisti minori, dei veri e propri eroi a noi pressocchè sconosciuti.
Da una parte è normale che, in quanto giovane e bianco, Kenny sia andato a cercare l’approvazione dei vecchi musicisti neri, ma dall’altra bisogna riconoscergli la passione e l’umiltà di voler imparare ancora, andando di persona e sul posto a recuperare il vero blues.
Il live è costituito da cd e dvd e soprattutto le immagini consentono di cogliere alcune chicche: Shepherd che va suonare con Buddy Flett sulla tomba di Leadbelly; Etta Baker che alla sua veneranda età sfoggia il suo “Piedmont blues” direttamente in cucina; John Dee Holeman che offre sprazzi rurali sul suo frontporch; Cootie Stark che sfodera un blues acustico prima all’aperto tra le verdi colline del North Carolina e poi in un fienile. E ancora Clarence “Gatemouth” Brown, David “Honeyboy” Edwards, Neal “Big Daddy” Pattman, Jerry “Boogie” McCain, tutti personaggi che lasciano segni profondi.
Da sottolineare come la presenza di Shepherd e della sua chitarra non sia invasiva e non cerchi di primeggiare neanche quando si trova a suonare con B.B. King o con musicisti che hanno fatto la storia. Intelligente anche la scelta dei brani, in alcuni casi improvvisati dopo aver viaggiato tutta la notte e ancora più spesso pezzi minori scelti direttamente dagli anziani bluesmen.
L’album ha un valore storico, aumentato dal fatto che nel frattempo alcuni di questi musicisti sono deceduti, ma ha soprattutto il pregio di comunicare lo spirito e la dedizione di chi ha speso la vita in nome del blues.
Tutto poi si conclude a Salina, in Kansas, in una chiesa sconsacrata adibita a studio di registrazione e sala per concerti: qua Kenny offre una celebrazione del blues eseguendo alcuni classici con ospiti i membri della Howlin’ Wolf Band e della Muddy Waters Band, tra cui Hubert Sumlin, Willie “Big eyes” Smith e Pinetop Perkins.
Consigliato ai fedeli del blues come pure ai miscredenti.

Track List

  • Cd doppio

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