Good night for a fight<small></small>
− Americana, Indie

Kech

Good night for a fight

2007 - Black Candy/ Audioglobe
08/02/2007 - di
Dopo un esordio fresco dal titolo omonimo e l’immediato seguito di “Join The Cousins”, disco che ha permesso ai Kech di portare il proprio nome in lungo e in largo per l’Italia (Catania, Isola d’Elba, Positano) e non solo (Amsterdam, Strasburgo, Neuchatel, Berlino), esce la terza fatica della band monzese intitolata “Good Night For a Fight”, licenziata dalla stessa indie fiorentina Black Candy.
Un uso smodato del cantato a più voci (Giovanna e Teddy) e il coinvolgimento nella stessa funzione di vocalist del chitarrista Nicola come voce solista in un paio di brani, non rappresentano affatto le uniche novità del disco, sebbene siano i punti salienti del nuovo lavoro. La band ha curato in casa propria e in maniera meticolosa sia le registrazioni dei brani che il mixaggio, ottenendo in entrambi i casi un giusto compenso per la grande fatica; la creatività, a volte eccessiva, è ancora il punto forte della band e come sempre il disco si lascia scoprire piacevolmente.
L’abilità di giocare con le melodie si denota subito in “First Time” dove una certa aggressività mette da parte per un attimo quella dolcezza melodica che li ha sempre caratterizzati. I Kech sono soliti stravolgere le strutture del pop correndo il rischio di incanalarsi in vicoli ciechi da dove è difficile uscire; per non correre rischi danno corposità al suono delle chitarre (“Tidoung”), trasversalità e revival (“Beach Volley”) e infine sviluppano una giusta dose di sensualità in “The Coup”.
Troppe idee messe assieme a volte possono dare il mal di testa, ma “Good Night For A Fight” risveglia gli animi diventando un monito a non fermarsi mai e continuare a cercare la verità all’infinito: così il brain storming della band alla fine ha funzionato e qualcuno ha anche pensato di usare una batteria più seriale e minimale, mentre altri si sono divertiti a giocare con i suoni, e in un paio di occasioni l’esperimento è riuscito a pieno come ci suggerisce il puzzle compositivo tra voci e mille sonorità sovrapposte di “Please Don’t Say No”.
Se si parla di maturazione artistica si esprime sempre un concetto vago ed astratto, ma, come ci dimostrano i Kech con gli arrangiamenti di “Things”, il segreto sta nel trasformare i propri limiti in grandi potenzialità riuscendo persino a stravolgere il pop più classico, riscoprirlo e trasformarlo in qualcosa che oggi li identifica tremendamente come un nuovo soggetto indie pop.

Track List

  • Tidoung|
  • Good Night For A Fight|
  • Please Don’t Say No|
  • First Time|
  • Beach Volley|
  • The Coup|
  • In The Picture|
  • Venice|
  • Get Away|
  • Things