Failer<small></small>
− Cantautore, Americana

Kathleen Edwards

Failer

2003 - ZOE RECORDS
18/06/2003 - di
Kathleen Edwards è un’esordiente canadese: a guardarla nelle foto del booklet potrebbe essere uno dei personaggi di films come “Buon compleanno Mr. Grape” o “I ponti di Madison County”, con la differenza che questa cantuatrice ventiquatrenne non ha trovato alcuna (improbabile) anima gemella con cui fuggire la monotonia della vita di provicincia americana. Nulla tranne che una chitarra e una manciata di canzoni, scritte due anni fa, e ora pubblicate dalla Zoe Records.
Con le sue storie di perdenti quotidiani, di amori mancati e mancanti, “Failer” non è “altro” che un disco di rock provinciale americano: ballate più o meno tese, spesso a due voci, con melodie aperte di fronte al grigiore di un paesaggio piatto. In sé la formula non ha nulla di particolare, sembrerebbe un normale alt-country, ma Kathleen ci mette del suo, dimostrando talento e sensibilità, e riuscendo a fare virtù proprio della sua normalità: la voce è colma di dolcezza e allo stesso tempo di amarezza, ben mossa in coppia con quella di Jim Bryson, che contribuisce in maniera fondamentale anche agli impasti di chitarra.
Gli strumenti si muovono con discrezione, quasi rispettosi di quell’orizzonte piatto che fa da sfondo alle canzoni, eppure ogni brano riesce a trovare gli sbocchi per salire e per farsi notare: “Six O´clock News” è una ballata aspra con sotto un organo e un banjo, che fa venire alla mente Lucinda Williams, mentre “One More Song the Radio Won´t Like” gira su delle chitarre vagamente arrugginite alla Neil Young.
Questi sono i due principali riferimenti di un suono che possiede già interessanti variazioni: “Lone Wolf” si regge su un “tu-tu-tu-da” tanto elementare quanto elegante, sulla scia della migliore Shawn Colvin, e “12 Bellevue” si fa citare per i fiati dei due sax.
Già potremmo dire che la Edwards è qualcosa di più di una ragazza qualunque del rock americano, ma la prova del suo equilibrio e del suo senso musicale sta in “National Steel” un pezzo solitario, con vibes e pedal steel a creare echi e con la voce che si muove fragile nello spazio desolato, fino a quando intervengono degli archi sottili a fare da contrappunto.
Kathleen ha la stoffa della veterana: sa rockare, come dimostra in “Maria”, e sa lanciare sguardi inquieti, pieni di feedback e di sfumature melodiche, come in “Sweet Little Duck”. Le sue interpretazioni rendono convincenti anche quei brani più normali e dimessi, a cui nemmeno la ripetitività di quella “same old town down the same street to the same bar and the same old people” riuscirà ad abituarci.
Almeno fino a che continueranno ad essere suonati così.

Track List

  • Six O´clock News|
  • One More Song the Radio Won´t Like|
  • Hockey Skates|
  • Lone Wolf|
  • 12 Bellevue|
  • Mercury|
  • Westby|
  • Maria|
  • National Steel|
  • Sweet Little Duck