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Kabìla

Yallah!

2013 - Soffici Dischi / Audioglobe
05/11/2013 - di
La formazione multietnica Kabìla, in arabo “tribù, dopo Oltre noi del 2010 ed il concept-album La città degli alberi del 2008, arriva al suo terzo album Yallah!, espressione araba che significa “vieni”, ”vai avanti”, quasi un invito per  tutti noi.

I Kabìla hanno all’attivo la partecipazione a numerosi concerti, meetings e  festivals in Italia e all’estero, importanti collaborazioni con i Modena City Ramblers ( aprivano i concerti dell’Onda Libera tour)  e il gruppo italo-greco  XDaravish (ex Al Daravish) con il quale condividono la visione musicale  “mediterranea”.

Il disco, autoprodotto,  è stato realizzato ancora una volta attraverso il crowdfunding, in questo caso con Musicraiser,  grazie all’aiuto di 100 sostenitori  che hanno  creduto nel  progetto e permesso la realizzazione e l’uscita dell’album.

Il contributo popolare diventa sempre più  una risorsa importante per tutta una serie di musicisti lontani dal mainstream musicale, consentendo loro di poter realizzare nuovi lavori e a noi ascoltatori di  poter accedere a interessanti progetti musicali che altrimenti in molti casi non verrebbero realizzati.

Massimo Giuntini (ex Modena City Ramblers) ha arrangiato, registrato, mixato, suonato diversi strumenti e dato un contributo ai testi e alle musiche del disco, tutte realizzate dai Kabìla ad eccezione di una cover.

Ci sono tra gli ospiti anche altri importanti musicisti  come  Raffello Simeoni, Andrea Chimenti e Shady Hasbum,  percussionista palestinese, che hanno dato un grande contributo  alla  ricchezza di suoni , ritmi e suggestioni  di questo lavoro.

Siamo nei territori meticci di incontro e fusione tra  sonorità europee, africane, arabe, mediterranee che con l’utilizzo di diverse lingue  danno luogo ad un suono definibile come etno –pop / etno-rock.

Possiamo certamente definire Yallah! un caleidoscopio di suoni, un mix tra chitarre, strumenti tradizionali (oud, bouzuki, cornamuse, percussioni arabe) e sintetizzatori, di contaminazioni di diversi  generi e radici musicali, con un’alternanza di cantato in arabo (Emad Shuman) ed italiano (Mirko P Esse), insomma un viaggio musicale senza frontiere tra tre continenti.

Un viaggio che parte da Dabkeh , danza folkoristica popolare mediorientale che rappresenta l’amore per la terra e l’unione tra persone, qui ritmata e ipnotica, quasi dub e dal forte sapore arabo, e prosegue con la title track Yallah ! (La lunga corsa) invito ad andare sempre avanti, sinuosa e con splendidi cori, con la dolce e intimista  ballata  Due stelle, puro etno-pop cantata in italiano e in lingua dagari da Gabin Dabirè, grande musicista africano.

Da segnalare L’ultimo grido, forse il brano più risuscito del disco, con una bella alternanza tra cantato arabo (strofa) e italiano (ritornello) su uno splendido e ossessivo riff,  Ummi , mia mamma in arabo,  omaggio alla figura materna, tratto da una poesia del poeta palestinese Mahmoud Darwish , e  Al di là del ponte, inno di speranza e di integrazione tra le sponde del mondo.

Chiude il fresco e brillante disco  una versione totalmente stravolta di Sidun, omaggio a Faber e Mauro Pagani, con Andrea Chimenti  voce recitante e omaggio anche alla terra dei cedri e alla città di Sidone, teatro di massacri  durante la guerra  del 1975-1991 in Libano.

Yallah! è dunque un interessante, lussureggiante, sontuoso  e gradevole  lavoro  o forse meglio “viaggio, di una “tribù’” di bravi musicisti che merita la nostra attenzione per le belle melodie e l’impegno nei testi diretti e immediati. 

Un messaggio di apertura, pace, fraternità, amore, integrazione tra differenti popoli, culture e religioni quanto mai necessario in questi tempi.

Track List

  • Dabkeh
  • Yallah (La lunga corsa)
  • Due stelle
  • Confini
  • L’ultimo grido
  • Ummi
  • Al di là del ponte
  • Strade di Beirut
  • Volo di rondine
  • Sidùn