Country mouse city mouse<small></small>
− Pop, Cantautore

Josh Rouse

Country mouse city mouse

2007 - Bedroom Classics
18/07/2007 - di
Che delizia estiva, che bel disco. Si beve tutto d’un fiato, lasciando la voglia di “ordinarne” un altro. Quanto è lontano il “Josh Roots” degli esordi, ma quanto è piacevole il suo pop frizzante, suonato e cantato con classe e leggerezza, doti che in pochi possiedono. Non si perde in lungaggini, vedi Sufjian Stevens, in frivolismi inutili, vedi Rufus Wainwright, e nemmeno nella ricerca forzata di eroi da omaggiare, vedi Ryan Adams.
“Subtitulo” aveva un po’ deluso, sembrava decisamente un lavoro di passaggio. Ma ora, assestatosi definitivamente in Spagna, dove lo yankee ha trovato nuova linfa e una nuova musa (di ciò ne “canta” nell’ep “She’s Spanish, I’m American”), Josh è tornato a regalare davvero belle canzoni. Forse non ci sono i picchi di “1972”, il suo piccolo capolavoro, ma siamo almeno ai livelli di “Nashville”, probabilmente anche un gradino sopra. Per intenderci qui il piedino danza su e giù senza che nemmeno te ne accorgi, parte da solo, è automatico, istintivo, dalla prima nota di “Sweetie”.
“Italian Dry Ice”, brano in cui Josh se la prende senza eufemismi con i “nostri” vestiti costosi, o quantomeno con l’atteggiamento di chi li indossa, è perfetta: nell’uso della voce, nei fiati e persino nella sua atmosfera un po’ ruffiana.
Forse questo disco arriva in un momento giusto, quando si ha bisogno di ascoltare canzoni come “Hollywood Bass Player”, fresche e dissetanti, senza perdere il gusto per la buona musica. Senza cadere nel baratro delle schifezze estive, quelle che contribuiscono a far più brutte le spiagge mentre si liberano impunite dai loro gracchianti diffusori. Allora provate a tendere le orecchie per cercare una “Nice To Fit In” e lasciatevi, qui sì, accarezzare dalla sua brezza, dalle sue onde sonore.
Ascoltando questo album ci si accorge subito che il buon pop si può ancora fare. E sentendo come sgorga fluido dai dischi di Rouse, sembra che non sia nemmeno così difficile. Anche quando la sua musica accarezza ancora i tanto amati Settanta attraverso le magiche tastiere di Joe Pisapia in un brano davvero bello come “Pilgrim”.
Ascoltatevi “Domesticated Lovers” e fatene, visto il tema, la vostra canzone di questa estate, non vi abbandonerà più, come il vostro gatto (o cane, fate voi). Vi si appiccica addosso con le “fusa” irresistibili di Josh, con la voce dolce di Paz Suay, con le sue trombe sottili, con la profondità del sempre magico Fender Rhodes, qui nelle mani di Paco Loco.
E fatevi pure un giro tra i ponti e le piogge di Londra, prima di pensare alla neve, a quell’inverno che sembra davvero così lontano. Così impossibile sotto i raggi di queste note che sciolgono in un attimo anche la malinconica “Snowy”. Questo disco è come l’estate, finisce in un attimo.
Anzi è meglio, perchè a lui basta un repeat per riportarvi al sole o sotte le stelle di un cielo estivo. Repeat.

Track List

  • Sweetie|
  • Italian Dry Ice|
  • Hollywood Bass Player|
  • God, Please Let Me Go Back|
  • Nice To Fit In|
  • Pilgrim|
  • Domesticated Lovers|
  • London Bridges|
  • Snowy