Empire Bridges<small></small>
Americana − Rock − Country Rock

Joseph Parsons

Empire Bridges

2014 - Blue Rose / IRD
31/03/2014 - di


Ancora una bella scoperta, anzi due …

Prima di questo disco non conoscevo Joseph Parsons e, come mia abitudine prima di ogni recensione, sono andato in  rete  a documentarmi  sull’artista. on grande sorpresa ho scoperto che tra album solisti, gruppi vari ( US Rails, Hardpan, 4 Way Street) e collaborazioni (in duo con Todd Thibaud) è arrivato, con questo Empire Bridges, al diciottesimo album ! Artista americano, nativo della East Coast, ha vissuto molti anni a Filadelfia ma ormai da diversi anni vive nel nord della Germania  e ha alle spalle una lunga carriera iniziata nel 1990 con il primo album Breathe.

Empire Bridges, il nono lavoro da  solista e il secondo con la sua label  Meer Music  distribuita dalla benemerita etichetta tedesca Blue Rose Records di cui è uno degli artisti di punta dal 1997,  contiene 10 nuove canzoni e un brano rivisitato Shy (revisited) ,che catturano subito l’ascoltatore con un suono fresco  e  brillante, pieno di ritmo e riff chitarristici. Intendiamoci niente di nuovo ma belle canzoni in  un riuscito e gradevole mix tra rock, pop, blues, folk e ballate melodiche e melanconiche, che ricorda, a seconda dei brani,  Bruce Springsteen, REM e  James Maddock .

La sua voce baritonale, calda e vellutata  aggiunge pathos ed epicità ai brani che sono tutti di buon e in alcuni casi ottimo livello. Si inizia alla grande con Seek the truth che parte blues ma diventa poi una epica rock song, seguita da Exhale, un solido e compatto  pop-rock, un inno gioioso e contagioso che sarà sicuramente presente nei live, da Live like the king con brillanti chitarre rock-blues in evidenza , e da True  ballatona melodica che sembra essere uscita dal  miglior Maddock . Ci sono momenti più riflessivi come in Hide away,  lenta ballata folk, scura e notturna, Minifields altra ballata folk,  melodica, melanconica ed epica, sicuramente  uno dei moment più riusciti di questo lavoro.

L’unico brano non inedito è Shy (revisited) brano del 1988 che sembra uscire, con i suoi riff, da un disco degli U2 dell’epoca  e verso la fine del disco ecco due altre grandi canzoni: Leave this town  splendido e trascinante  brano rock tra  Bruce e Neil,  momento topico del disco, ed Endless sky ballata sognante e desertica, brano che ti entra subito in testa .  

Disco estremamente godibile, difficile da togliere dal lettore e che è già, in ottima compagnia,  nei primi posti della Euro Americana Chart.

E ci si chiede, e non sarà la prima ne l’ultima volta che accade, come mai, con brani di questa qualità, Joseph Parsons, un artista assolutamente da scoprire e  da conoscere nelle sue diverse espressioni e  declinazioni, non abbia ancora raggiunto il giusto livello di notorietà internazionale che merita. E’ questa quindi un’altra evidente testimonianza che le pepite d’oro nella miniera della musica non si esauriscono mai. Io sto cercando  altri suoi album sia da solista che con gli US Rails.

Per gli amanti della buona musica ci sarà anche una bella occasione di vederlo in Italia il 4 Maggio sul palco del Circolone di Legnano come frontman degli US Rails, non perdetelo.

Track List

  • Seek the truth
  • Exhale
  • Live like a king
  • True
  • Dig that well
  • Hide away
  • Shy (Revisited)
  • Minefields
  • Leave this town
  • Endless sky
  • The bridge

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