Johnny neel & the italian experience<small></small>
− Blues, Jazz

Johnny Neel

Johnny neel & the italian experience

2005 - Artesuono
08/04/2005 - di
Johnny Neel è noto per essere uno degli alfieri del rock-blues e della scena southern. Non potrebbe essere altrimenti viste le sue frequentazioni con Allman Brothers, Dicky Betts, Warren Haynes, Gov’t Mule e Cyril Lance. Anche il recente “Gun metal blue” ha confermato la stazza di un musicista che sarebbe facile (ed anche giusto) etichettare come un monumento di quel genere clamorosamente in bilico tra rock e blues. Eppure Johnny Neel non è solo questo, non è solo il tastierista della Allman Brothers e di tante avventure, ma è capace di improvvisare e di sperimentare anche su altre musiche.
Basti pensare al disco con Matt Abts del 2002, “X2”, o all’attuale progetto Blue Floyd, un supergruppo che sta celebrando il quarantesimo anniversario dei Pink Floyd: due esempi di come aprire il rock-blues partendo dalla forte componente di improvvisazione insita nelle sue battute e nelle sue jam-sessions. A darne conferma e seguito arriva questo cd, pubblicato dalla Artesuono in contemporanea con il disco dei nostri W.I.N.D., a cui partecipava anche lo stesso Neel.
Proprio alla band di Fabio Drusin si deve l’inizio di questa esperienza italiana: ancora una volta la scintilla è partita dalla passione per il rock-blues e ancora una volta le fiamme si sono poi estese su un territorio più vasto.
“The Italian Experience” parte infatti dalla possente suite strumentale di “Trieste Wind”, già su “Groovin’ trip” degli W.I.N.D., e da un paio di pezzi rock-blues per poi spaziare nel jazz, nello swing e nella ballad. Ad ogni traccia sembra di vederlo Johnny Neel allargare sempre più le sue mani prima sull’organo Hammond e poi sul piano, tendere le dita sulla tastiera per cogliere note distanti.
L’insieme non suona troppo eterogeneo, come potrebbe far pensare un approccio tanto libero e spontaneo: diviso in tre parti, la prima con gli W.I.N.D., la seconda con il Jazz Italian Trio e la terza con la Canzoni di Confine String Orchestra, il disco si svolge per gradi passando dallo swing-blues alla jazz-suite, da un mood improvvisato a quello romantico fino ad una chiusura per solo piano, ispirata e raccolta (“Captured wanderings”).
Tutto questo sperimentare equivale a vivere la musica come una questione di pelle e infatti Johnny Neel dà l’impressione di muoversi meglio su territori estremi quando è l’improvvisazione a guidare il suono: così la tensione che percorre “Trieste Wind” è la stessa che passa per “Jazz suite” a partire dal crescendo di atmosfera iniziale. Allo stesso modo si muovono le intuizioni di “Sounds of Rome”, mentre a risultare più statici sono quei pezzi dove la regolarità dello swing tende a dare impostazioni più classiche.
Johnny Neel si dimostra comunque un musicista dalla grande anima, anzi dal grande “soul”: le sue interpretazioni strumentali e vocali non sono misurate neanche quando si confrontano con un pezzo carico di archi come gli Eagles più romantici.
“The Italian Experience” è la prova che la sua musica ha dimensioni notevoli, da gigante, come lui realmente è.

Track List

  • Trieste Wind|
  • Why Me?|
  • Nobody Cares|
  • Jazz Suite (Out Of The Cage / Lost Into The World / Finding The Love)|
  • Leanin´ On The Swing|
  • Stay Widit´|
  • Sounds Of Rome|
  • What Am I|
  • Captured Wanderings