Piety Street<small></small>
− Jazz, Blues

John Scofield

Piety Street

2009 - Emarcy
12/08/2009 - di
Americano, classe 1941, Scofield é sulla breccia con continuità dagli anni ’70. Ritenuto uno dei migliori chitarristi del mainstream jazz insieme a Metheny e a Frisell è anche un band leader ed un compositore. La sua arte sta al centro di un triangolo ai cui vertici ci sono il bop, la fusion e il soul; la sua carriera annovera collaborazioni con il gotha del jazz, da Davis a Cobham, da Mulligan a Baker, da Mingus a Burton e così via. Il suo chitarrismo è molto riconoscibile, basato su prese molto sicure delle note che poi vengono leggermente trattenute creando un effetto di staccato – legato che su altri versanti ricorda aspetti di J.J. Cale, Clapton e B.B. King; il tutto in un rigoroso schema di musica bianca, con arrangiamenti molto stretti che raramente lasciano spazi per grandi improvvisazioni o per significativi interventi degli altri membri del combo. Il lavoro in questione è principalmente basato sul gospel, con spunti integrativi verso il blues, il soul e il jazz; importante è la presenza di musicisti del New Orleans (Porter al basso, John Boutté alle voci e Powell alle percussioni) oltre a strumentisti di derivazione più soul – rock (Cleary alle tastiere e Fataar alla batteria, entrambi collaboratori di Bonnie Raitt). I brano sono tutti basati su strutture molto chiare, con cantato gospel o blues e con accompagnamento classico del genere, su cui la chitarra si produce in solismi ben conosciuti, perfetti, equilibrati e puliti; da apprezzare l’assenza di certe leziosità a cui Scofield nel passato si è anche abbandonato. Tra gli strumenti che accompagnano il leader si possono sottolineare le tastiere che, pur non emergendo in ruolo da protagoniste, danno un arrangiamento soul o una vivacità blues riscaldando alcuni passaggi a rischio di algidità chitarristica. ´That’s Enough´ apre il disco chiarendone subito la natura da guitar-gospel bianco, ´Something’s Got A Hold on Me´ riconferma in modo più preciso l’aspetto di spiritual con qualche presa vocale in più, ´The Old Ship Of Zion´ propone un titolo biblico ma offre anche una bella introduzione blues, ´Never Turn Back´ apre un po’ alla fusion ed al jazz funk. Questo giusto per citare qualche brano esemplificativo di un disco assolutamente gradevole, ben suonato ma un po’ privo di slanci. Chi consoce l’artista certamente non ne resterà deluso; chi invece si trova ad approcciarne il lavoro per la prima volta certamente incontrerà maggior rappresentatività nei trascorsi di ´Time On My Hands´ e ´Hand Jive´.

Track List

  • That’s Enough
  • Sometimes I Feel Like A Motherless Child
  • It’s A Big Army
  • His Eye Is On The Sparrow
  • Something’s Got A Hold On Me
  • The Old Ship Of Zion
  • Ninety Nine and A Half
  • Just A Little While To Stay Here
  • Never Turn Back
  • Walk With Me
  • But I Like The Message
  • The Angel Of Death
  • I’ll Fly Away