Plain Spoken From The Chicago Theatre (CD+DVD)<small></small>
Rock Internazionale − Rock

John Mellencamp

Plain Spoken From The Chicago Theatre (CD+DVD)

2018 - Eagle Vision
19/08/2018 - di
Personaggio dal talento selvaggio e straordinario, John Mellencamp ha infuocato come pochi, palchi e platee nel corso degli anni ottanta con show che, come solo alcune registrazioni non ufficiali riportano, sono finite in quel piccolo pantheon degno di ospitare pochi grandissimi. E lui lo è stato e tuttora riesce a difendere bene lo status assunto. Paradossale il fatto che, come molti hanno fatto notare, Mellencamp non abbia pubblicato un live che cogliesse lo straordinario impeto di anni baciati da una serie di dischi imprescindibili per ogni vero amante del Rock. Oggi, a parziale consolazione, arriva questo bellissimo album comprensivo della parte video riportata nel DVD allegato alla confezione, che, mi permetto di citare il più grande giornalista Rock di questo paese, ovvero Mauro Zambellini, definisce il disco in questione con un eloquente “Serata elegante ma che musica ragazzi”. Per comprendere il significato di quanto riportato, conviene partire dalla visione del DVD. Il luogo è il Chicago Theatre. Siamo nell’Ottobre di un paio di anni fa. Pubblico decisamente poco Rock, ma credo che valga la pena fare una onesta riflessione. Oggi chi va ad assistere ad uno show di gente come Mellencamp, Sprigsteen, Seger, siamo noi che, in buona parte siamo diventati anziani anagraficamente, ma molto giovani nello spirito, ed ormai appreziamo il fatto di poterci gustare un concerto comodamente seduti (salvo poi fare fatica a starci, trascinati dalla musica). Se poi il luogo è un bel locale, un teatro con una bella acustica invece del giovanile ruggente polveroso pratone, con benefit gratuiti quali stormi di zanzare fameliche, venditori di bevande a prezzo d’oro, servizi igienici luridi ed inavvicinabili, un caldo asfissiante magari condito da un bel temporalone refrigerante dal quale non v’è riparo…beh, vuoi mettere? Quindi non mi scandalizzo certo a vedere una band in serioso dark dressing code, con il pubblico che assiste sorseggiando bevande, comodamente seduto, nemmeno se on stage c’è il Coguaro che ci ha fatto sobbalzare con dischi epocali anni fa.

Oggi Mellencamp è un signore di 67 anni che riesce ancora a far capire ai più giovani cosa voglia dire fare Rock con una formazione al suo fianco di musicisti con la M maiuscola e con un repertorio ancora in grado di mandare in sollucchero il suo pubblico. Il disco live, in genere, è l’occasione per passare in rassegna il proprio repertorio, quello recente come quello che ha contirbuito a creare una leggenda. Ecco quindi che, dopo le iniziali Lowless Times e Troubled Man, entrambe tratte da Plain Spoken, eccoci planare negli splendori di Scarecrow con una bella versione di Minutes To Memories, che precede una scintillante Small Town sempre dal medesimo album capolavoro. Poco più di cinque minuti memorabili, con la classica fine finta per poi ripartire verso la vera conclusione del pezzo. Un classico delle esibizioni live del nostro. Stones In My Passway di Robert Johnson era su Trouble No More del 2003, è all’insegna della slide guitar. Pop Singer parte sferragliante con l’armonica e la batteria secca e potente per lasciare spazio a Mellencamp che trascina la band in vortice stonesiano fino all’ingresso del fiddle . Grandissima versione a mio  avviso. Lo show è ormai decollato ed ecco quindi arrivare una Check It Out che manda in visibilio il pubblico del Chicago Theatre, ma anche noi. La band gira a mille, suono potente ed una marea di ricordi ci sommerge di fronte a canzoni del genere. Longest Days da Life, Death, Love and Freedom, è l’oasi acustica dopo la tempesta. The Full Catastrophe (Mr.Happy Go Lucky è il disco sulla quale appariva), sembra traghettarci nelle braccia di Tom Waits.  Solo pianoforte per rimandarci ad atmosfere come quelle dei giorni di Nighthawks at the Diner, il fumoso live dell’artista di Ponoma. My Souls Got Wings era una anicipazione dell’ottimo Sad Clowns and Hillibillies che sarebbe uscito circa sei mesi dopo. Con Carlen Carter ad unirsi sembra di calarsi nelle atmosfere di una Seeger Sessions. Alzate il volume, forza! Overture, ancora da Mr.Happy Go Lucky, anticipa l’esplosione finale destinata a sbaragliare qualsivoglia ipotetica resistenza. Accordo classico con batteria incessante dietro a macinare rotoli di furore ecco arrivare Rain On The Scarecrow, una di quelle canzoni epocali, di denuncia e orgoglio che bisognerebbe conoscere assolutamente. Ma questo è solo l’inizio della parte finale che vede allinearsi Paper in Fire con la band in sottofondo guidata da Mellencamp verso il turbine che parte con l’ingresso della fisarmonica.

Se dovessimi citare una serie di riff micidiali ed indimenticabili, beh, quello di Authority Song difficilmente finirebbe escluso dalla lista. Versione tosta e tirata con la band scintillante ed il riff centrale che scuoterebbe dall’apatia chiunque. Pink House è in versione da delirio. Parte lenta per poi deflagrare per oltre sette minuti di riff incalzanti ed acuminati come una lama. Straordinaria versione della vorresti che la fine non vi fosse, per continuare ancora di più. Ed invece, volati i sette minuti e quindici di Pink House, eccoci arrivare alla conclusione della serata con Mellencamp che saluta il suo pubblico “with a song about….” e ecco partire Cherry Bomb giusto per lasciarci sulle note di una nostalgia per un periodo musicale che sfornava delizie come questa. Magistrale la band che accompagna John, formata da Mirian Sturm violino, Troye Kinnett fisarmonica e tastiere, il batterista Dane Clark, Mike Wanchic e Andy York, alle chitarre ed il bassista John Gunnell. 

Live imprescindibile…….Fate vobis…..

Track List

  • Lawless Times
  • 
Troubled Man
  • Minutes to Memories

  • Small Town
  • Stones in My Passway
  • Pop Singer
  • Check It Out
  • Longest Days 

  • The Full Catastrophe
  • My Soul’s Got Wings

  • Overture
  • Rain on the Scarecrow
  • Paper in Fire
  • Authority Song
  • Pink Houses
  • 
Cherry Bomb

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