Offering:Live at Temple University<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Free Jazz /Avant-Garde Jazz

John Coltrane

Offering:Live at Temple University

2014 - Impulse! / IRD
30/01/2015 - di
Sento che era alla ricerca di un linguaggio universale e che stava usando il suono come generatore di quella lingua”. Tra le tante citazioni, quella di Ravi Coltrane (figlio di John) è quella che meglio giustifica tanta dedizione ad un live che lui in prima persona si è poi occupato di far riemergere e valorizzare.

Dopo le glorie avant-garde/modali del quartetto storico con Tyner, Jones, Garrison e culminate con l`uscita storica di A Love Supreme, Trane amplifica i suoi orizzonti espressivi approdando alla spiritualità torrenziale e incontenibile del puro free jazz, una vera rivoluzione concettuale “fuori grammatica” che spazza via tutto in un fiato anni di ricerche armoniche, severe partiture e complesse stabilità strutturali, testimoniata splendidamente da capolavori come Ascension e Meditations, senza dimenticare il meraviglioso box free The Major Works Of John Coltrane.

Offering: Live at Temple University è un altro documento preziosissimo per tutti coloro che amano la parte conclusiva e altrettanto fondamentale dell`opera coltraniana tutta, che va idealmente ad aggiungersi agli altrettanto notevoli live postumi OlatunjiConcert: The Last Live Recording (2001) e One Down, One Up: Live at the Half Note (2005).

Uscito in doppio cd e dotato di un`ampia descrizione curata da Ashley Kahn, questo mirabile concerto dal vivo registrato a Philadelphia l`11 Novembre 1966, porta con se una serie di musicisti che hanno fatto epoca, assolutamente perfetti per le intenzioni spirituali, di ricerca assoluta e sperimentali del suo autore. I nomi parlano da se: John Coltrane tenor-soprano sax, flauto, voce, Alice Coltrane piano, Pharoah Sanders tenor sax e piccolo, Rashied Ali batteria, Sonny Johnson basso, Arnold Joyner e Steve Knoblauch alto sax, Robert Kenyatta, Algie De Witt e Umar Ali alle percussioni.

In Offering l`intensa devozione all`amore supremo sembra non bastare più, ora c`è una rabbia repressa, una cosciente sofferenza da esternare, un febbrile disagio che ha radici nelle origini, quelle inconsce dell`emarginazione sociale, dove il ghetto fa sentire la sua voce con toni che aprono tanto al delirio gospel quanto al desiderio più viscerale ma anche, vista l`irresolutezza, alla redenzione.

Una primitiva orgia sonora che avanza concettualmente le passate intuizioni di Ornette Coleman, dove il jazz diventa espressione liberata di uno stato d`animo, senza riserve, un rituale che prende spunto dalla filosofia orientale, dai raga indiani, dagli istinti più arcaici, africani, spesso fuori da ogni vincolo e spartito musicale, perdendo riferimenti armonici e melodici, nella massima spontaneità.
In definitiva quasi una non musica che rinnega il formalismo, diventa suono dell`anima e specchio sonoro capace di leggere le proprie emozioni, tra essenza e verità.

In questo senso, il pezzo finale del live, la classica sorprendente My Favourite Things, evidenzia bene i tagli e la vasta destrutturazione delle armonie originali; quello che si deve dire urgentemente sovrasta tutto il resto, incurante di cosa gli orecchi possano, gradevolmente o meno, percepire; bellezza permeata di impeto, spontanea vitalità, significato, ancorata al fine spirituale di un uomo spirituale in cerca di un linguaggio che lo possa rappresentare appieno.

Nella versione di Naima lo spirito free jazz emerge in modo limpido, fluido, torrenziale, passionale e confusionale, senza cedimenti; della versione originale, o di quella del Village Vanguard, rimane ben poco. Ma è nell`imperiosa evoluzione di Crescent e nell`immensa vitalità percussiva di Leo chesi ritrovano le qualità più intense dell`improvvisazione, in quest`ultima Coltrane si spinge addirittura oltre il sassofono esprimendosi con inusuali improvvisazioni vocali (si batte pure il petto per ottenere un effetto vibrato), raggiunge estremi espressivi, compiuti, sacrificali e rituali, una messa dell`anima, dove tutto si ribella e si contorce senza tregua. Trane, in forma esemplare, smentisce un declino fisico solo ipotizzato (la malattia incurabile al fegato se lo porterà via solo otto mesi dopo). Di seguito, la breve riflessione di Offering, ostenta una quiete collettiva che sembra abbandonarsi ai voleri del cielo.  

Offering: Live at Temple University testimonia un`evoluzione e una ricerca senza fine (dove sarebbe arrivato?), la capacità di mettere a nudo l`immagine interiore di un autore che fa del suo sassofono un ampliamento della sua voce e viceversa. Un collage di improvvisazioni sonore esplose su una tela vibrante, per un quadro dai colori impazziti, senza apparente ordine e regia, ma tutti nella linea espressiva di una logica emozionale, atonale, destrutturata, con bianchi accecanti, contrasti forti e innaturali al servizio di un fondo luce capace di uniformarsi nello spirito e nella spiritualità dell`autore.  

Un documento sonoro forse non adatto ad ogni momento della vostra vita ma assolutamente imperdibile per poter “leggere”il diario terreno e trascendente di colui che, come nessun altro, ha esplorato tutte le possibilità dell`espressione umana nel jazz, nobilitandola infinitamente, anche in virtù di possibilità tecniche straordinarie e di un interesse mai nascosto verso tutte le culture (indiana e africana in primis).

Track List

  • (Disc 1)
  • Naima
  • Crescent
  • (Disc 2)
  • Leo
  • Offering
  • My Favourite Things