New kind of blue<small></small>
− Cantautore, Americana

Joe Flood

New kind of blue

2005 - Club de Musique
26/07/2005 - di
Comincia prestissimo Joe Flood a mescolare vita e musica, a guidare la prima sui dettami della seconda. A diciotto anni infatti, inizia a girare per gli States suonando i suoi strumenti a corde per le strade, unendosi a formazioni blues e jazz.
Successivamente approderà in Europa dove gira il continente con Lost Wandering Blues and Jazz Band.
Stabilitosi a New York negli anni ottanta, la Grande Mela non poteva che stimolarne la creatività e così entra in contatto con gli artisti e la musica roots che si suonava allora. Fonda i Mumbo Gumbo con i quali inciderà due dischi, prodotti entrambi da Jono Manson, amico e compagno nella scena musicale della New York di quegli anni.
Joe è poi molto apprezzato negli anni Novanta fra gli artisti della città, le sue canzoni fanno infatti breccia da subito in formazioni che gravitano nell’underground come i Blues Traveler, Spin Doctors e Joan Osborne che prenderà la sua “Night on the Town”.
Dopo l’esperienza Mumbo Gumbo, intraprende una duratura collaborazione con l’amico Jono Manson che li porta anche a lavorare insieme alla colonna sonora del film “The Postman” di Kevin Costner.
La musica di Joe Flood, ovviamente risente dell’ambiente dove è cresciuta e da questo ha affinato le sue caratteristiche. I suoi pezzi sono caratterizzati dagli accenti rivolti verso le radici musicali, in grado però di mantenere tinte urbane; il suo sound si stabilizza infatti fra il country, il blues ed il cantautorato.
Il country dal sapore arcaico di “Lookin’ for a Vein” può essere un esempio, dove Joe imbraccia un banjo a cinque corde, numero originale di corde solo successivamente ridotto a quattro, e tutta la canzone si muove solo con la voce e l’arpeggio metallico e vibrante dello strumento.
Oppure ci sono le tinte blues o R&B che percorrono trasversalmente tutto il disco, lo attraversano senza limitarlo.
L’ottima produzione di Eric “Roscoe” Ambel, che solo l’anno scorso aveva prodotto l’uscita di “Little Big Man” di Manson sempre per casa Club de Musique, imposta il lavoro decisamente sui giochi timbrici dei differenti strumenti a corde che vibrano nel disco: chitarre, fiddle, banjo, banjolin, string slide guitar, pedal still giutar, trovando lo spazio anche per qualche nota di bouzuki suonato da Steve Antonakos.
Decisamente affascinante è l’arrangiamento e la struttura di “Shadow’s Waltz”, un walzer in tre quarti, ricamato dal mandolino che sembra essere uno spiraglio di luce nell’ombra di questa danza.

Track List

  • Solitary Man|
  • New Kind of Blue|
  • Pile of Woe|
  • Written in Stone|
  • Stand Up Straight|
  • In the Meantime|
  • Lookin’ for a Vein|
  • Sing Along With Me|
  • When in Love|
  • We Don’t Get Alone|
  • Shadow’s Waltz|
  • She Sang for Me