Hardcore From The Heart<small></small>
Americana • Songwriting

Joana Serrat Hardcore From The Heart

2021 - Loose Music / Goodfellas

05/07/2021 di Laura Bianchi

#Joana Serrat#Americana#Songwriting

Conoscete Vic? È una cittadina della Catalogna, a metà strada fra Barcellona e i Pirenei. E da Vic è partita, giovanissima, una sua figlia, Joana Serrat (nessuna parentela col celeberrimo Joan Manuel), nel 2008, andando a studiare e suonare a Dublino, e poi, nel 2017, passando un lungo periodo in Texas per registrare l'album "Dripping springs", dall'omonima cittadina in cui ha lavorato a fianco di Israel Nash come produttore. Lì ha visto realizzarsi il suo sogno di essere inserita nell'ambiente statunitense e nel cartellone di Americana Fest di Nashville, ma il ritorno in Spagna ha in parte incrinato il sogno, spingendo l'artista a sentirsi in esilio nella propria patria; Hardcore from the heart ne è la rappresentazione.

Non inganni il titolo del nuovo lavoro di Serrat, che in un certo senso rende omaggio a un celebre saggio del 2001 della sessuologa post-porn Annie Sprinkle, perché il disco è esattamente quello che il titolo suggerisce: scritto con il cuore. Registrato nel 2019, prima della pandemia, è rimasto ad attendere tempi propizi per più di un anno, ma Serrat ne conosceva il valore. Il produttore Ted Young (Kurt Vile, Sonic Youth, Alan Vega) ha creato attrono alle composizioni della cantautrice un clima  sospeso, dolente, eppure sognante, che ricorda, fra le voci femminili, PJ Harvey, Joanna Newsom, Neko Case, Sharon Van Etten, e, fra quelle maschili, Midlake o John Grant, ma anche i War on Drugs.

Per vestire le canzoni, un gruppo di autentici fuoriclasse: Joey McClellan (Rufus Wainwright, Midlake, BNQT, John Grant), Aaron McClellan (Josh T. Pearson, Israel Nash), McKenzie Smith (St. Vincent, Sharon Van Etten, First Aid Kit) e Jesse Chandler (Mercury Rev, The Soft Cavalry), che mettono tutta la loro perizia al servizio di brani pensati per essere suonati anche in acustico, ma che, grazie a un arrangiamento efficace, splendono di luce particolare, come ad esempio l'onirica How To Make You Love Me, o la lunga suite Take Me Back Where I Belong, in cui la coda strumentale segue il battito del cuore, e porta l'ascoltatore dalle parti dei Cocteau Twins, in una suggestiva contaminazione fra passione folk e sperimentazione.

Ma Serrat dimostra di sapersi muovere con eleganza e potenza anche in tracce dal ritmo più marcato, come l'energica up-tempo Pictures, o il brano di apertura, Easy, in cui i versi suonano più come una confessione a cuore aperto che come una serie di frasi poetiche:  "This road ain't easy /I wanna live peacefully /My soul deserves it easy / How long must I wait/ To finally feel free from the dues I paid?".

Un ascolto ripetuto regala ulteriori emozioni, e permette di gustare appieno i sapienti tocchi di un arrangiamento mai banale, perfino quando, come nella conclusiva Wild Beast, Serrat sembra essere sola con la sua chitarra. Un prodigio che si compie solo quando la musica è di grande qualità. 

Track List

  • Easy
  • Pictures
  • These Roads
  • You`re With Me Everywhere I Go
  • Summer Never Ends
  • How To Make You Love Me
  • Demons
  • Take Me Back Where I Belong
  • Hotel Room 609
  • Wild Beast