Cypress Grove<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

Jimmy Duck Holmes

Cypress Grove

2019 - Easy Eye Sound
03/03/2020 - di
Bentonia: Mississippi. Nel 2019 il blues, quello duro e crudo, autentico e infiammabile, riesce a sopravvivere se non “esclusivamente”, “soprattutto” a queste latitudini. Poi ci sono gli intenditori, quelli dal fiuto sopraffino, figli del dna di Alan Lomax, che se ne vanno in giro nel Deep South nel tentativo di scovare eccitanti avventure musicali e magari riuscire a sdoganarle prendendosi la briga di portare in uno studio personaggi come Jimmy Duck Holmes. Così Dan Auerbach, sempre più ardito nella veste di produttore, ha trascinato nel suo Easy Eye Sound di Nashville il vecchio Duck riuscendo a catturarne l’energia aggiustando solo un attimo il tiro. Qui si tratta di saper apprezzare potenti revue di blues tradizionale, quello che ha fatto crescere a pane e musica la gente del Mississippi (oppure a whiskey e birra i festaioli nei juke joint). Jimmy Charles Holmes, più conosciuto come “Duck” Holmes, è uno di quei personaggi che si occupano della materia fin da lattante: i suoi genitori aprirono lo storico Blue Front Café sulla Highway 49 nel 1948, un anno dopo la sua nascita, ma il vecchio Jimmy arriva a incidere solamente nel 2006 grazie a una di quelle etichette indipendenti a cui piace ancora lavorare senza compromessi, la Broke & Hungry Records.

Il sound di Bentonia è una “leggenda” inventata da Henry Stuckey negli anni `20 e diffusa da Skip James durante il revival folk-blues degli anni `60, un etereo equilibrio fra passato e presente, contraddistinto dall’uso di accordi minori e chitarre sincopate, all’interno di quello che si può definire il canone del Delta Blues. La torcia a Holmes dicono l’abbia passata Jack Owens, agricoltore, produttore di liquori di contrabbando e gestore di un juke joint (ovviamente). Imbrattato da ritmi magnetici, groove sensuali, suoni caldi, visionari e agitati, Cypress Grove il sesto album in studio di Jimmy Duck Holmes, è tormentoso e intimo, intriso di quell’aria afosa che si respira fin da subito nel pezzo d’apertura, Hard Times (registrato originariamente sia da James che da Owens). Corde vibranti e argomenti ingarbugliati attorno ai tempi difficili: Holmes, il suo canto melismatico e la sua chitarra acustica. Punto. Un album costruito attorno a sound circolare, martellante: eloquente il linguaggio percussivo della sezione ritmica di Sam Bacco ai tamburi e Eric Deaton al basso, che nella title track, Cypress Grove (anch’essa legata alla tradizione di James e di Bentonia), imprigiona un drone meditabondo (pilotato da Auerbach) pronto a comparire di nuovo su Goin’Away Baby, assieme al canto lamentoso di Holmes quasi a sottolineare la liturgia della sofferenza. Frammenti distorti di chitarre elettriche e deviazioni oniriche si succedono tra interventi muscolosi di Auerbach, a portare la Catfish Blues di Robert Petway verso tangenti psichedeliche, e squisite intromissioni dello slide Marcus King a levigare il finale di Rock Me e a rendere sinuosa la rumba di All Night Long. Melodie frastagliate, la cui trama viene tessuta dalle corde di Holmes, dai suoni vacanti e dal ritmo ossessivo che entra diretto nel lobo frontale. Poi esiste il groove… la potenza di quel richiamo ancestrale che fa muovere il corpo in un tutt’uno con lo spirito: Devil Got My Woman, guidata dal robusto basso di Deaton, si appoggia sugli accordi e la voce meditabonda di Jimmy e Train Train galleggia sul ritmo regolare e scandito di Sam Bacco che sostiene cadenzati riff dell’acustica.

Fuori dal contesto, ma non meno affascinante, una Little Red Rooster di Willie Dixon ricamata dal sax di Leon Michels, in sincronia con una pensosa chitarra elettrica.

Cypress Grove è un ascolto accattivante, seducente, estatico rapimento dei sensi come il mood in cui trascinano l’audace narrazione di Jimmy e il lunatico assolo di Auerbach in Two Woman, a chiusura del capitolo. Il sound di Bentonia, con le sue atmosfere oscure, assume una drammaticità quasi teatrale, che fino ad oggi rimane il lato affascinante di questa scuola, connessa e modellata sulle prime vecchie registrazioni blues della storia. Tradizione e urgenza si mescolano in un disco, Cypress Grove, che l’attenzione maniacale di Auerbach al suono rende ancora più prezioso: pensieri perfettamente incasellati fra testi e musica e un Jimmy Duck Holmes redivivo nei suoi splendidi 72 anni.

Track List

  • Hard Times
  • Cypress Grove
  • Catfish Blues
  • Goin` Away Baby
  • Rock Me
  • Little Red Rooster
  • Devil Got My Woman
  • All Night Long
  • Gonna Get Old Someday
  • Train Train
  • Two Women